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Manifestazione di migliaia di Iraniani a Berlino, Appello per un intervento urgente dell’ONU e degli Stati Uniti per salvare gli ostaggi

Sabato 5 ottobre, migliaia di Iraniani che sostengono l’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano hanno manifestato a Berlino per sollecitare l’ONU, il governo americano e quello tedesco a salvare sette residenti di Ashraf portati via il 1° settembre e tenuti in ostaggio dalle forze speciali irachene agli ordini di Nouri Maliki.

La manifestazione è iniziata davanti all’ambasciata degli Stati Uniti, in presenza degli Iraniani che fanno lo sciopero della fame per protestare contro il massacro di Ashraf. Centinaia di persone a Camp Liberty, (dove si trovano i rifugiati iraniani in Iraq), a Berlino, Londra, Ginevra, Ottawa e Melbourne, dal 1° settembre hanno intrapreso lo sciopero della fame per ottenere la liberazione degli ostaggi.

I manifestanti hanno detto che il governo americano deve esigere dai governanti iracheni l’immediata liberazione degli ostaggi, sei donne e un uomo, che beneficiano dello statuto di “persone protette” in virtù della quarta convenzione di Ginevra e che rientrano nelle competenze dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). L’ONU e gli USA sanno perfettamente che le forze speciali di Nouri Maliki, su richiesta del regime iraniano, hanno attaccato Ashraf, massacrato 52 residenti inermi, portato via sette persone che detengono nella Green Zone di Baghdad.

Gli Iraniani hanno fatto sapere che sulla base di informazioni precise e delle dichiarazioni di organismi internazionali, i sette ostaggi vivono nelle condizioni peggiori e sotto la concreta minaccia di essere deportati in Iran. I manifestanti hanno ricordato che il governo statunitense è direttamente responsabile dei sette ostaggi, cui ha dato assicurazioni scritte di proteggerli. Una responsabilità sottolineata due giorni fa da senatori americani di altissimo profilo, come i senatori Robert Menendez e John McCain. Il silenzio e l’inazione del governo americano e dell’ONU sulla sorte degli ostaggi è inaccettabile e ingiustificabile. Equivale a collaborare con i criminali e a preparare il terreno per massacri di più vaste dimensioni.

I simpatizzanti della resistenza iraniana, venuti a manifestare a Berlino da ogni parte della Germania hanno condannato con forza il silenzio e la passività del governo tedesco nei confronti del massacro del 1° settembre ad Ashraf, tanto più perché, dopo gli USA e l’Iran, la Germania è uno dei maggiori partner commerciali dell’Iraq. Grazie alla rilevanza dei suoi rapporti con quel governo, può facilmente premere su di esso per far liberare gli ostaggi. La Germania, che è nella possibilità di agire attraverso l’ONU e l’Unione europea, purtroppo non ha intrapreso alcuna azione.

Gli Iraniani hanno chiesto all’ONU di insediare un’equipe di osservatori permanente e un reparto di Caschi blu a Liberty al fine di garantire la protezione dei 3000 rifugiati iraniani inermi in Iraq.

Segreteria del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

5 ottobre 2013

 

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