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L’UNHCR è l’unico organo internazionale competente ad assumersi l’onere di proteggere i residenti di Ashraf e Liberty

Il ritorno ad Ashraf è la soluzione urgente per prevenire un’altra catastrofe
Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, giovedi 28 Febbraio in un meeting al quartier generale delle Nazioni Unite, ha riferito del pericolo immediato che minaccia in ogni momento le vite di 3000 residenti della Prigione di Liberty e ha detto: “A causa della crisi del regime teocratico e delle proteste del popolo iracheno contro Maliki, il ripetersi di crimini simili al massacro del 9 Febbraio a Liberty è imminente. Perciò dobbiamo impedire con tutte le nostre forze, il verificarsi di un’altra catastrofe ai danni dei residenti di Liberty, specialmente dato che le pareti e i soffitti fragili ed infiammabili dei containers, nonché l’alta densità di popolazione, accrescono grandemente la vulnerabilità di questo sito. Di conseguenza, l’insicurezza di questo campo rappresenta una minaccia vitale ed immediata e richiede una soluzione urgente. L’Iraq ha dichiarato ufficialmente che non è in grado di impedire ulteriori attacchi e garantire la protezione grazie all’Iraq non è un’opzione.”
Maryam Rajavi ha elencato le sole opzioni disponibili per risolvere questa catastrofe umanitaria “un  unico trasferimento di tutti i residenti in America ad opera degli Stati Uniti” o “il ritorno di tutti i residenti ad Ashraf fino al loro trasferimento in paesi terzi,” aggiungendo:
“In tali condizioni, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati è l’unico organo internazionale competente che deve assumersi velocemente la piena responsabilità dei residenti di Ashraf e Liberty in quanto rifugiati; di richiedere ufficialmente il loro ritorno ad Ashraf ed avviare il dialogo tra i relativi governi e le Nazioni Unite per rispondere a questa necessità di sicurezza.”
In questo meeting, organizzato dalla Fondazione “France-Libertés” e dall’ MRAP (Movimento contro il Razzismo e per l’Amicizia tra i Popoli) hanno partecipato e tenuto discorsi personalità politiche, ONG e attivisti per i diritti umani, Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, Struan Stevenson, membro del Parlamento Europeo e Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq, Tahar Boumedra, ex-Consigliere del Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU in Iraq ed ex-capo della sezione Diritti Umani dell’UNAMI, Anne-Marie Lizin, Presidente Onorario del Senato Belga ed ex-Inviata  Speciale sui diritti umani e la povertà estrema, Alfred De Zayas, Inviato Speciale per un Ordine Internazionale Equo e Democratico, Sid Ahmed Ghozali, ex-Primo Ministro algerino, Michel Joli Segretario Generale di “France Libertés – Fondazione Danielle Mitterrand”, Ryszard Czarnecki, Membro del Perlamento Polacco, Juan Garcés, avvocato internazionale ed ex-Consigliere del Presidente cileno Salvador Allende, Paulo Casaca, ex-membro del Parlamento Europeo e Presidente di ARCHumankind e Christian Zimmerman, Presidente dell’Ufficio per i Diritti Umani e le Minoranze di Berlino.

Maryam Rajavi nel suo discorso ha detto: “Il massacro criminale dei membri della Resistenza a Liberty è il risultato della fase di caduta libera che stanno affrontando di mullah e della loro paura dell’opposizione organizzata. Tuttavia, se le Nazioni Unite avessero agito secondo i loro doveri, questa catastrofe avrebbe potuto essere evitata perché più volte, ed in particolare due giorni prima dell’attacco, in una lettera al Segretario Generale, avevamo avvertito che l’immobilismo  del Rappresentante Speciale in Iraq del Segretario Generale, stava aprendo la strada ad un altro massacro.”
Nel descrivere il trasferimento obbligatorio dei residenti di Ashraf da quella che è stata la loro casa per 26 anni, Maryam Rajavi ha rivelato i continui inganni e le bugie di Martin Kobler ed ha chiesto: “Il Rappresentante Speciale ha agevolato la creazione di questo campo di sterminio a causa della sua negligenza o inesperienza? No, perché noi lo avevamo avvertito più di venti volte a questo riguardo.”
Nell’esprimere rammarico per il silenzio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, sulla catastrofe umanitaria del 9 Febbraio alla Prigione di Liberty, Maryam Rajavi ha affermato: “Persino più desolante è il suo silenzio di fronte alle ondate di esecuzioni, alla tortura di prigionieri politici e alla repressione del popolo iraniano. Non ha insistito  sulle indagini riguardo ai due massacri ad Ashraf che lei stessa aveva richiesto.”
Nell’esprimere gratitudine per la posizione precisa presa dell’UNHCR nel condannare questo attacco, il Presidente eletto della Resistenza ha detto: “Ma questa Commissione, essendo il più alto organismo che si occupa di rifugiati, non è stata all’altezza delle sue precise responsabilità riguardo ai membri dell’OMPI nei campi di Ashraf e Liberty. Il rifiuto delle pressioni da parte del Governo dell’Iraq per lo sfratto forzoso dei residenti e la conferma collettiva ed omnicomprensiva del loro status di rifugiati avrebbero potuto fungere da ostacolo contro le misure repressive del Governo dell’Iraq. Sfortunatamente ciò non è accaduto.”
Maryam Rajavi ha puntualizzato: “I mullah, nella lotta per la sopravvivenza del loro regime ricorreranno a qualunque crimine. Proprio in questi giorni, in tutto l’Iran, stanno eseguendo esecuzioni di massa dei prigionieri. La tortura e le violazioni contro i prigionieri e il loro tormento fino alla morte sta continuando senza sosta. Arresti e censure, insieme ad ogni tipo di controlli vanno vergognosamente avanti.

 

 

I mullah al potere vogliono vedere le Nazioni Unite e i suoi organismi silenziosi e passivi in questa guerra barbara. Noi, il nostro popolo e la nostra resistenza ci rivolgiamo alle Nazioni Unite perché difenda i diritti umani e i diritti dei rifugiati e combatta contro il fascismo religioso e il suo fronte del male che commette crimini contro l’umanità.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
28 Febbraio 2013

 

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