sabato, Dicembre 10, 2022
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Lunga pena detentiva per due sindacalisti

CNRI – Il Sindacato Libero dei Lavoratori Iraniani ha condannato la sentenza ad una lunga pena detentiva inflitta a due sindacalisti. Il sindacato dichiara che queste sentenze accrescono la rabbia della popolazione e l’odio nei confronti di questa situazione.

Il Sindacato Libero dei Lavoratori ha detto che queste lunghe pene detentive inflitte a Jafar Azimzadeh e Shapour Ehsanirad, sono state approvate mentre l’indigenza e la miseria degli operai, degli insegnanti e di molte altre persone aumenta giorno dopo giorno.

Dall’altro lato, gli organi governativi, militari e le organizzazioni educative sono coinvolte in frodi da miliardi di dollari e nella corruzione.

Vale la pena precisare che i problemi di 11 milioni di abitanti delle periferie, i milioni di disoccupati, la prostituzione, diecimila bambini-lavoratori nelle strade, l’alcolismo, l’abuso di droghe e decine di altri problemi sociali sono diffusi in tutto il paese ed hanno portato una società di 80 milioni di persone sull’orlo del collasso.

Come è stato dimostrato, persone come Jafar Azimzadeh, Shapour Ehsanirad, Mahmoud Salehi, Davoud Razavi, Niknejad, Bohluli, Ali Nejati, Ebrahim Madadi, Reza Shahabi, Behnam Ebrahimzadeh e decine di altri sindacalisti noti e meno noti, non sono una minaccia per la sicurezza nazionale, ma solo per i ladri e i corrotti. Essi sono messaggeri di sicurezza e prosperità per gli operai, per gli insegnanti e per tutti i lavoratori in Iran.

I casi di Jafar Azimzadeh e Shapour Ehsanirad vengono esposti all’opinione pubblica e agli occhi dei lavoratori di tutto il paese e del mondo. Essi sono i rappresentanti fidati, appassionati e integerrimi, nostri e del sindacato. Essi chiedono giustizia per i diritti calpestati di milioni di lavoratori che devono affrontare l’indigenza e la miseria in tutto il paese.

Queste sentenze, così come le misure repressive, hanno fatto fremere di rabbia milioni di insegnanti, di operai e di molti altri lavoratori. Non c’è alcun dubbio che l’attuale grave situazione farà sorgere un movimento popolare che creerà disordini in futuro.

 

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