mercoledì, Novembre 30, 2022
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L’Iran non è pronto per la visita al sospetto sito nucleare

di Marcus George
DUBAI, 27 maggio (Reuters) – L’agenzia per il controllo sul nucleare dell’ONU non ha ancora fornito ragioni sufficienti per visitare un sito iraniano dove sospetta che possano essere stati condotti esperimenti per lo sviluppo di armi nucleari, hanno riferito media iraniani. Il complesso di Parchin è al centro dei sospetti occidentali che l’Iran stia sviluppando bombe atomiche nonostante le ripetute smentite da parte di Teheran di qualsiasi ambizione di questo tipo. Un rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha spiegato la settimana scorsa che immagini satellitari hanno mostrato “attività estese” a Parchin.
I funzionari iraniani hanno negato l’accesso al complesso, che si trova a sud-est di Teheran, dicendo che si tratta di un sito militare.
“Non sono ancora stati presentati dall’Agenzia ragioni e documenti per convincerci a dare il permesso per questa visita”, ha dichiarato il capo dell’Organizzazione Iraniana dell’Energia Atomica, Fereydoun Abbasi-Davani, secondo quanto riportato sabato dall’agenzia di stampa Fars.
Sei potenze mondiali non sono riuscite a convincere l’Iran la scorsa settimana a fermare il suo più controverso lavoro nucleare, ma si incontreranno nuovamente a Mosca il mese prossimo per cercare di risolvere una situazione di stallo che ha sollevato timori di una nuova guerra che potrebbe minacciare le forniture mondiali di petrolio.
Lo scorso novembre, un rapporto dell’AIEA ha rilevato che l’Iran ha costruito nel 2000 a Parchin una grossa struttura di contenimento in cui condurre test che secondo l’agenzia erano “forti indicatori di un possibile sviluppo come arma”.
Nella relazione della scorsa settimana, l’AIEA non ha precisato quali attività crede si svolgano lì, ma diplomatici occidentali sospettano che l’Iran stia cercando di rimuovere qualsiasi prova potenzialmente incriminante. Teheran respinge questa accusa.
Speranze di ispezione
Dopo una visita a Teheran la scorsa settimana, il capo dell’AIEA Yukiya Amano ha detto di essere vicino ad un accordo con l’Iran circa le visite di ispezione agli impianti nucleari, ma alcune divergenze sono rimaste.
L’Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale (Institute for Science and International Security), un gruppo di esperti degli Stati Uniti, ha detto che c’è preoccupazione che l’Iran possa tentare di ripulire l’edificio a Parchin – possibilmente rettificando le superfici, raccogliendo la polvere e lavando accuratamente la zona.
Facendo riferimento ai colloqui di Baghdad con le potenze mondiali, Abbasi-Davani ha respinto le pressioni per la fine dell’arricchimento ad alto grado dell’uranio definendole “prevedibili”.
L’Iran ha iniziato l’arricchimento dell’uranio al 20 per cento di purezza fissile, dicendo che sarebbe necessario per un reattore di ricerca medica, ma preoccupando i Paesi occidentali che lo considerano un grande passo verso la purezza al 90 per cento necessaria per l’uranio utilizzabile per armi nucleari.
“Non c’è motivo per noi di rinunciare all’arricchimento dell’uranio al 20 per cento, perché produciamo questo combustibile solo per soddisfare le nostre esigenze, né più né meno”, ha detto Abbasi-Davani secondo l’agenzia di stampa ISNA.
Teheran sostiene di avere il diritto sovrano di arricchire l’uranio, ma a volte ha indicato di poter essere flessibile a proposito di un grado di arricchimento più alto.
L’Iran ha ampliato il suo arricchimento nell’impianto nucleare di Fordow, sepolto profondamente sotto rocce e suolo per proteggerlo da attacchi aerei.
Secondo il rapporto dell’AIEA della scorsa settimana, ingegneri nucleari hanno installato il 50 per cento in più di centrifughe per l’arricchimento a Fordow. Sebbene non ancora alimentate con uranio, le nuove macchine potrebbero essere utilizzate per incrementare ulteriormente la produzione dell’Iran di uranio arricchito al 20 per cento.
(Informazioni supplementari di Fredrik Dahl a Vienna; cura redazionale di Matthew Tostevin

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