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L’Iran accresce l’aiuto militare in Siria

Teheran si muove su tre fronti contando sulla complicità dei movimenti alleati in Medio Oriente
dai pellegrini al libano
corriere della sera.it 16 agosto 2012

(Reuters) L’Iran accresce l’aiuto militare in favore della Siria e lo fa su tre livelli contando sulla complicità dei movimenti alleati in Medio Oriente. Il primo «fronte» è quello rivelato due giorni fa dal Pentagono. Teheran sta addestrando una milizia composta da sciiti e, in misura minore, da alawiti, pronta a collaborare con Damasco nella repressione. Il modello – secondo fonti Usa – è quello dell’Esercito del Mahdi, il braccio armato di Moqtada Al Sadr, esponente radicale sciita iracheno. Attraverso la milizia – che sarà coordinata probabilmente dai pasdaran – gli iraniani cercheranno di puntellare un regime che fatica a contrastare la ribellione nonostante ricorra a sistemi spietati. I PELLEGRINI – Il secondo «fronte» è rappresentato dai finti pellegrini iraniani. Una copertura per inviare rinforzi in Siria. L’opposizione iraniana ha rivelato che i pasdaran hanno organizzato movimenti aerei affidati alla compagnia Mahan. Ogni martedì parte da Teheran parte un volo (numero 624) con meta finale Damasco. A bordo personale militare e volontari vicini ai guardiani della rivoluzione. Ovviamente non esistono liste di imbarco: i miliziani si presentano all’aeroporto dove sono presi “in carico” da un ufficiale dei pasdaran e da un funzionario della Mahan.
IL LIBANO- Infine il terzo «fronte». Indiretto. Ed è legato al Libano. Oltre una ventina tra libanesi, turchi, sauditi sono stati rapiti dal clan Al Mikdad in Libano. Una ritorsione al sequestro di un loro congiunto in Siria da parte di un gruppo ribelle. Scenario che ricorda gli anni tragici della guerra civile in Libano, con migliaia di sparizioni e uccisioni. C’è il timore che gli iraniani insieme all’Hezbollah possano lanciare operazioni per alleggerire la pressione su Damasco. E, secondo una tattica ormai ben sfruttata dai mullah, le presentano come «gesti di rabbia dei cittadini». Ecco perché diventa fondamentale il ricorso ai clan sciiti che vivono nella valle della Bekaa. Alcuni non sono legati formalmente all’Hezbollah ma non è un mistero che lo aiutano in modo discreto.
Guido Olimpio 16 agosto 2012 | 9:59

 

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