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Legge del taglione in Iran, un uomo condannato a perdere gli occhi

Corriere della sera.it, 14 aprile 2014

di Monica Ricci Sargentini

Un tribunale di Isfahan ha condannato un uomo a perdere gli occhi per aver tirato dell’acido contro il viso di una donna, Massoumeh Ataei, che, di conseguenza, è diventata cieca. E’ la legge del taglione che in Iran permette di tagliare mani, piedi, rimuovere occhi o uccidere a colpi di pietre una persona che si è macchiata di un delitto. (nella foto un uomo cui stanno per amputare quattro dita a Shiraz nel gennaio del 2013). 

 

“Voi occidentali non capite che la Qisas (compensazione) è diversa da un’esecuzione – ha detto Mohammad-Javad Larijani, il capo del Consiglio per i diritti umani del regime iraniano qualche giorno fa -. Noi non ci vergogniamo di condanne come queste. Nessuno ha il diritto di dire a un giudice di cambiare le sentenze perché le Nazioni Unite si arrabbiano. Noi dobbiamo, invece, difendere fermamente le nostre sentenze”.

Per Larijani “la punizione e la rappresaglia sono cose necessarie e belle. Una forma di protezione dei diritti individuali e civili della gente nella società. Il boia è in verità un difensore dei diritti umani. Uno potrebbe dire che c’è umanità nella rappresaglia”.

Da quando, nel maggio del 2013, Hassan Rouhani è stato eletto presidente dell’Iran condanne crudeli come le amputazioni degli arti o l’estrazione dei bulbi oculari ha continuato ad essere praticata. E, nonostante le promesse di maggiori diritti civili, le esecuzioni di prigionieri politici o appartenenti a minoranze religiose e etniche sono addirittura aumentate.

 

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