sabato, Dicembre 3, 2022
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Le lotte intestine all’interno del regime iraniano aumentano, dopo le nuove sanzioni del Senato U.S.A.

CNRI – Le sanzioni recentemente approvate dal Senato U.S.A. contro le Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno inasprito le lotte intestine all’interno del sistema del regime iraniano. “Diplomazia passiva”, “Gesto di distensione” e “Ciò che l’America ha imparato dalle azioni strategiche di Rouhani”, sono le frasi pronunciate dai membri e dai media della fazione di Khamenei in risposta alle nuove sanzioni.

Il quotidiano Keyhan affiliato alla fazione di Khamenei, il 17 Giugno 2017 ha scritto una serie di articoli su questo, attaccando Rouhani e la sua fazione. Dicendo:

“Sig. Rouhani, tu l’hai distrutto e tu lo devi ricostruire”.

Il giornale ha avuto anche alcune espressioni di rammarico nel suo editoriale quotidiano con frasi come: “Spero sia solo una violazione del JCPOA”, “Ora, con queste sanzioni, che succederà alla fondazione delle Guardie Rivoluzionarie iraniane?”, “Come reagirà l’amministrazione Rouhani a queste sanzioni? Sembra che, dato che almeno in parte gli americani hanno in coraggio di fare queste cose, noi dovremmo guardare alle nostre questioni interne… Mentre in una situazione grave come questa, di cui tutta l’amministrazione Rouhani è preoccupata, invece di attaccare l’America, si attaccano i suoi critici… Ciò significa, occidentali, che ci sanzionate perché non vedete nessuna reazione efficace da parte nostra, riguardo alle violazioni del JCPOA… Il perdurare di una tale situazione è un danno assoluto che può persino creare grossi problemi e distogliere l’attenzione dalle questioni economiche verso altri ambiti”.

In un altro articolo dal titolo “L’albero del JCPOA ha dato il suo frutto” Keyhan, con frasi come “Noi abbiamo distrutto il nostro programma nucleare e ora è il turno di quello missilistico” e  “Il risultato vantaggioso per tutti del nucleare non c’è più, ma le sanzioni rimangono”, ha concluso che “I frutti del JCPOA sono le sanzioni contro il regime, le pressioni, le minacce, le umiliazioni e gli insulti”.

Il giornale Mission, affiliato al governo, il 17 Giugno 2017, attaccando Rouhani e il ministro degli esteri del regime Javad Zarif, ha detto: “La gente deve sapere chi sono quelli all’interno dell’amministrazione che avevano dato al Segretario di Stato americano la speranza che li avrebbero aiutati a cambiare il regime. Quelli che stanno facendo diventare realtà i desideri e i sogni degli Stati Uniti”.

Nel sottolineare l’impasse in cui si trova il regime, il quotidiano ufficiale Vatane Emrooz, il 17 Giugno ha scritto: “Tutto quello che l’America ha imparato dalle azioni strategiche e tattiche di Rouhani, ha portato Washington alle seguenti conclusioni:

1. Le sanzioni cambieranno il comportamento del sistema

2. L’Amministrazione non reagirà alle sanzioni e alle pressioni

3. Il governo non è pronto ad assorbire “ulteriori pressioni esterne” ed invece di reagire cerca nuovi accordi e

4. La prima priorità del governo Rouhani in politica estera, è mantenere il JCPOA”.

Naghavi Hosseini, portavoce della Commissione Sicurezza del parlamento del regime, ha detto che questa legge del Senato americano non è solo una normale legge per sanzioni contro l’Iran, ma è un piano più vasto con cui le sanzioni verranno applicate in maniera esaustiva a tutto il nostro sistema. Non ha bisogno di nessuna formalità legale, perché verrà attuato su ordine esecutivo del Presidente degli Stati Uniti.

 

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