giovedì, Gennaio 26, 2023
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“Le elezioni in Iran sono una lotta per preservare un regime brutale”, Patrick Kennedy

“Le elezioni che si sono tenute recentemente in Iran rappresentano un conflitto interno tra due fazioni che stanno cercando di convincersi a vicenda di essere i più bravi a perpetuare questo regime brutale”, ha detto l’ex-parlamentare democratico ad una conferenza tenutasi al Parlamento Europeo mercoledì.

“L’Occidente non si deve confondere: questa non è altro che una lotta di potere. E l’Occidente deve guardare a tutto questo come a niente di più che un segnale che i giorni del regime sono contati”, ha aggiunto.

Ecco un estratto del discorso dell’ex-membro del Congresso americano.

Grazie presidente e grazie al Comitato per un Iran Libero per aver organizzato questo importante meeting.

Voglio ringraziare Maryam Rajavi per il suo incessante coraggio e per la sua leadership.

Voglio ringraziare il MEK e il CNRI per la loro costante denuncia di queste questioni. E voglio ringraziarvi per aver svelato il programma nucleare in Iran.

Noi tutti abbiamo un enorme debito di gratitudine nei confronti della Resistenza Iraniana e del MEK, perché non avremmo avuto l’accordo sul nucleare, non avremmo portato il  mondo ad una tale tensione, ad un periodo talmente importante se non fosse stato per le enormi prove di intelligence della vostra organizzazione, che gode di un ampio sostegno in tutto l’Iran ed è il miglior testimone di tutto ciò che il regime continua a fare per reprimere la vostra opposizione democratica e continua a fare per tormentare la popolazione di Camp Liberty che continua a lottare in nome della democrazia.

Vi voglio ringraziare per tutto questo e credo che tutti abbiamo verso di voi un enorme debito di gratitudine.

Le elezioni che si sono appena svolte in Iran sono davvero una farsa. Non c’è stata opposizione, come sappiamo tutti, in queste elezioni. Tutti i candidati dovevano prima qualificarsi giurando la loro lealtà al leader supremo. Immaginate che cosa bisogna fare per prima cosa per candidarsi alle elezioni. Questa non mi sembra un’elezione, mi sembra una selezione.

Questo è stato il processo a cui sono stati sottoposti tutti i candidati che vogliono preservare e perpetuare la dittatura teocratica.

Neanche un candidato si è opposto alle esecuzioni. Neanche uno si è opposto alla sopraffazione delle donne. Tutto quello a cui pensano è chi sia il più bravo a preservare lo status quo, chi sia il più bravo a proteggere la dittatura. E questo dimostra che entrambe le parti sono preoccupate per la stabilità di questo regime.

Entrambi sanno che il popolo iraniano è stufo di non potere soddisfare le sue necessità fondamentali e di non avere il rispetto dei suoi diritti politici in Iran. Quindi, ciò che queste elezioni rappresentano realmente è un conflitto interno tra due fazioni che stanno cercando di convincersi a vicenda di essere i più bravi a perpetuare questo regime brutale. L’Occidente non si deve confondere: questa non è altro che una lotta di potere. E l’Occidente deve guardare a tutto questo come a niente di più che un segnale che i giorni del regime sono contati”, ha aggiunto.

Sui diritti umani entrambe le parti coinvolte in queste elezioni hanno un lungo passato di atrocità. Entrambe non sono riuscite a riconoscere la libertà di espressione, la libertà di assemblea. Entrambe si sono vantate dell’imposizione del velo obbligatorio alle donne, della sopraffazione delle donne. E a livello internazionale, entrambe sono dalla stessa parte quando si tratta di appoggiare la carica di Rouhani e far sì che continui il sostegno al terrorismo all’estero, in particolare alla partecipazione dell’IRGC alle atrocità in Siria.

Ora la gente potrebbe chiedersi perché il Parlamento Europeo è così preoccupato di tutto questo. L’Unione Europea è invasa quotidianamente da una marea di profughi, che è il diretto risultato della repressione della dittatura iraniana e del genocidio in Siria. Questa è una questione di diritti umani, questa è una questione politica. Ma questa è anche una questione che voi Unione Europea dovete considerare: incriminare il regime iraniano.

Queste elezioni sono un insulto al vero desiderio del popolo iraniano di un Iran libero. I governi occidentali non devono sentirsi attratti dall’illusione che ci sia qualcos’altro oltre la truffa all’interno di questo regime.

Nel mio paese c’è un detto sulle persone che si rifiutano di vedere la verità che dice: “Non ascoltano il male, non vedono il male e non dicono il male”. E purtroppo questa è stata la politica della maggior parte dei governi occidentali, compreso il mio, per un periodo troppo lungo. Ma non si può cambiare una dittatura dall’interno.

E c’è un altro detto nel mio paese, che dice: “Se cammina come una papera, fa qua qua come una papera, è una papera”. Se questo regime sembra fascista, se sembra teocratico, se sembra una brutale dittatura, allora è una brutale dittatura! E allora che cosa fa l’Occidente? Io voglio appoggiare ciò che è stato già detto dai miei colleghi in questo processo politico, cioè che nessun governo occidentale deve intraprendere relazioni commerciali con l’Iran. Nessun governo occidentale deve intraprendere relazioni diplomatiche con l’Iran fino a che: uno, non finiscano le esecuzioni di massa e il genocidio del suo stesso popolo, due, non rilasci le centinaia di migliaia di persone detenute e le decine di migliaia che continuano a rimanere in carcere per nessun’altra ragione che non sia il loro pensiero politico e la libertà di espressione. Questo deve condizionare qualunque relazione con questo regime: concedere la libertà di assemblea e la libertà di espressione nell’ambito di un vero e libero processo democratico.

Ma voi lo sapete, se facessimo questo non ci sarebbe più un regime e questo amici miei, sarà il futuro che tutti hanno predetto.

Il popolo iraniano è il più istruito, il più grande, sapete, sostenitore dei principi democratici e tutto questo è incarnato da Maryam Rajavi, dalla sua leadership e dalla costituzione della sua organizzazione.

Noi abbiamo bisogno di assistere ad un cambiamento in questo grande paese, perché la posizione di questa leadership è una posizione che riguarda una delle grandi civiltà del nostro mondo.

Io spero e prego che continueremo questa lotta e ringrazio tutti voi che ne prendete parte. Noi dobbiamo continuare questa lotta perché un giorno, più prima che poi, vedremo il popolo dell’Iran avere una vera possibilità di scelta nelle elezioni.

 

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