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Le continue bugie di Martin Kobler preparano la scena per il massacro dei membri dei Mojahedin del Popolo Iraniano

CNRI – Martin Kobler sta ricorrendo ad altre assurde bugie sui rifugiati iraniani a Camp Liberty per giustificare il fallimento del Governo dell’Iraq nell’implementare delle minime misure di sicurezza al campo, preparando così la scena per un altro massacro dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK). Tre esempi di queste bugie si trovano in una lettera datata 6 Aprile. Kobler ha diffusamente ripetuto queste bugie a Ginevra, Bruxelles, Berlino, New York, Washington e Baghdad.

Nella sua lettera ha ripetuto una affermazione falsa già confutata in passato. Ha affermato che gli “osservatori” dell’UNAMI non avevano avuto accesso “a tutte le zone di Camp Liberty”. Ed ha scritto: “Mi è stato detto che alcune zone, come l’area del trilatero, sono ‘off limits’ per gli osservatori ed alcune sono persino chiuse a chiave.”
In realtà gli osservatori dell’UNAMI hanno accesso a tutte le zone del campo, compresa la zona del trilatero, infatti vi si sono recati ripetutamente sia a piedi che con i loro veicoli.

Nei 20 giorni tra il 19 Marzo e l’8 Aprile, gli osservatori hanno visitato questa zona nove volte. Dopo l’attacco missilistico del 9 Febbraio, gli osservatori dell’UNAMI non sono entrati nel campo per paura di un altro attacco, fino al 12 Marzo.

-Hanno perlustrato la zona del trilatero alle 10:20 del 19 Marzo; alle 15:10 del 21 Marzo e alle 14:35 del 5 Aprile.

-Hanno anche preso parte alle celebrazioni dei residenti in occasione del Nowruz, che si sono tenute in questa stessa zona il 20 Marzo. Hanno scattato delle fotografie e parlato con molti residenti.

-Alle 14:15 del 23 Marzo, hanno fotografato il palco preparato dai residenti per la celebrazione del Nowruz.

-Hanno visitato vari luoghi in questa zona e scattato fotografie alle 11:30 del 28 Marzo; alle 14:50 del 29 Marzo e alle 10:00 del 4 Aprile.

-Hanno visitato il luogo approntato per ricordare i martiri dell’8 Aprile 2011 nella stessa area; hanno scattato fotografie e parlato con diverse persone.

-Inoltre, alle 11:20 del 28 Marzo, il vice-responsabile dell’UNAMI per i diritti umani si è recato in quest’area, ha visitato la zona e le installazioni che c’erano ed ha parlato con molti residenti.

Con un’altra bugia ridicola Kobler scrive: “Mi è stato detto che i bunkers vengono in parte usati per … il basamento di campi sportivi.”

Nei primi mesi dopo il trasferimento dei residenti a Liberty (cioè da Febbraio ad Aprile 2012), le forze irachene hanno frettolosamente rimosso i 17.500 muri a T dal campo e durante questa operazione molti di questi muri a T sono caduti rompendosi. Sono rimasti sul terreno da allora.

Ora, nel tentativo di giustificare l’ostruzionismo del Governo dell’Iraq nel ricollocare i muri a T, Kobler sta incolpando i residenti per quelli che si sono rotti. Tuttavia non è chiaro che utilità possano avere dei blocchi di cemento armato in un campo sportivo!

Per costruire un piccolo campo sportivo, i residenti hanno lavorato per giorni per preparare e livellare il terreno con le loro mani e degli attrezzi fatti a mano e gli osservatori dell’UNAMI hanno, in diverse occasioni, filmato o fotografato questo terribile lavoro ed hanno sentito i residenti lamentarsi per questo.

Ma ancora, con un’altra bugia Kobler scrive: “I sacchetti di sabbia dovrebbero essere usati come protezione contro possibili esplosioni e non per impedire la visibilità o fare da separazione all’interno e tra le varie sezioni, o per dare stabilità ai vostri palchi.”
Forse Kobler si riferisce al palco che i residenti avevano costruito, con materiali elementari, per commemorare i martiri dell’8 Aprile 2011. Gli osservatori dell’UNAMI hanno visto questo palco e non sono stati usati sacchetti di sabbia per costruirlo.

Questa ridicola bugia serve solo a dissimulare l’ostruzionismo del Governo dell’Iraq che si rifiuta di far arrivare i sacchetti di sabbia al campo. La verità è che questi sacchetti di sabbia sono necessari per il completamento dei molti piccoli bunkers dei residenti. Senza questi sacchetti di sabbia, questi bunkers sono estremmamente vulnerabili.

Il 12 Febbraio i rappresentanti dei residenti avevano chiesto ai rappresentanti del governo iracheno, dell’UNAMI e dell’UNHCR di consentire l’arrivo al campo di 200.000 sacchetti di sabbia.

Il 19 Febbraio ed il 3 Marzo, i rappresentanti del Governo dell’Iraq, in presenza dell’UNAMI e dell’UNHCR, hanno detto che introdurre sacchetti di sabbia nel campo è proibito che il governo iracheno aveva respinto la richiesta.

Il 6 Marzo, è stato dato il permesso per l’arrivo al campo di una quantità limitata di sacchetti di sabbia.

Il 24 Marzo, dopo aver fatto entrare poche centinaia di sacchetti di sabbia, su ordine del Comitato Repressivo nell’ufficio del primo ministro, il Capitano Hadair Azab ha impedito l’ingresso dei sacchetti di sabbia acquistati dai residenti.

Il 26 Marzo, un funzionario iracheno e tre poliziotti hanno visitato diverse parti delle sezioni 3 e 5 del campo ed hanno visto che i sacchetti di sabbia erano stati usati per i bunkers.

Il 28 Marzo, una delegazione di funzionari iracheni ha visitato il campo e, vedendo i sacchetti di sabbia presenti,  ha calcolato che ne sarebbero necessari 150.000 per completare i bunkers ed è stato deciso che i sacchetti acquistati venissero portati al campo.

Tuttavia fino ad ora, nonostante le numerose richieste dei rappresentanti dei residenti, l’ingresso dei sacchetti di sabbia è stato impedito.

La Resistenza Iraniana mette in guardia ancora una volta il Segretario Generale dell’ONU, l’UNHCR e l’Ambasciata U.S.A. in Iraq contro i pericolosi scopi perseguiti da Martin Kobler nel creare queste bugie, le considera il preludio ad un crimine contro l’umanità e richiede l’invio immediato di una delegazione dell’Ambasciata U.S.A. e dell’UNHCR per indagare su queste falsità ed impedire un altro bagno di sangue che Martin Kobler sta agevolando.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
11 Aprile 2013

 

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