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L’atomica è indispensabile ai mullah per mantenere il potere in Iran

CNRI – Alla vigilia della pubblicazione del rapporto dell’AIEA sull’Iran, la Resistenza iraniana sottolinea ancora una volta che la natura militare del progetto nucleare del regime dei mullah, è un fatto ormai ben stabilito, e che il regime si è lanciato in una corsa sfrenata nei suoi progetti e negli esperimenti relativi per dotarsi dell’arma atomica. Secondo i rapporti ottenuti dall’interno del regime dei mullah, in seguito agli ultimi avvenimenti nel mondo arabo, segnatamente fin dall’inizio della rivolta contro il dittatore  libico, Ali Khamenei, guida suprema della dittatura religiosa iraniana, si è fatto persuaso che l’acquisizione dell’arma atomica sia la sola via di scampo per salvare il suo potere, ed è per questo che il progetto nucleare ha accelerato la sua marcia.
 
Il progetto atomico è diretto da un organismo comandato da Mohsen Fakhrizadeh. Il nome di questo centro viene regolarmente cambiato per mantenere segreta la sua attività.
Numerosi documenti, comprovanti la corsa all’armamento nucleare, portano la firma di Mohsen Fakhrizadeh, e portano il timbro di un un centro chiamato come ‘Amad’ (logistica). Questo centro è chiamato anche Mojdeh, il quale ha cambiato nome dal marzo di quest’anno ed è stato nominato SEPAND (New Organizzazione Ricerche Difesa) e le funzioni sotto la supervisione dei Pasdaran.
 
Questo centro è stato stazionato a Shian-Lavisan sito a Teheran ed è stato rivelato dalla resistenza iraniana nel maggio 2003. In seguito a questa rivelazione, il regime completamente distrutto questo centro ed ha anche portato via la terra sul quale era installata l’intera struttura, con l’intento di eliminare ogni traccia di radioattività. Le attività che vi si svolgevano sono state dunque trasferite a Mojdeh (chiamato anche Lavizan 2), in prossimità dell’Università Malek Ashtar, che ha servito da copertura.
 
L’identità e il ruolo di Mohsen Fakhrizadeh, membro dei Pasdaran, nel programma nucleare del regime iraniano, sono stati rivelati nel 2004 dalla Resistenza Iraniana.
 
In quello stesso anno la Resistenza ha tolto il velo sulle attività del sito Parchine di Teheran, che ha un ruolo nel programma nucleare dei mullah. Un settore di questo sito, chiamato Piano 1, lavora all’arricchimento dell’uranio col laser. Le apparecchiature prodotte in questo settore sono state trasferite, nel 2005, al settore detto Piano 10 di Parchine, per stornare le indagini degli agenti dell’AIEA in visita, i quali hanno avuto autorizzazione di visionare un solo settore del sito.
 
Inoltre, nel febbraio 2008, la Resistenza ha divulgato la notizia del settore che lavora all’elaborazione delle testate dei missili che dovrebbero trasportare l’arma atomica, nel sito di Khojar, ad est di Teheran, così come ha divulgato l’identità degli specialisti che lavorano a questo progetto. La Resistenza Iraniana ha poi reso pubblico il ruolo degli specialisti nord-coreani in questo campo.
 
Nel settembre del 2009, La Resistenza Iraniana ha rivelato le ricerche e gli esperimenti effettuati a Metfaz (alla fine di via Babayi, sulla riva del fiume che costeggia il villaggio di Sanjarian), per l’elaborazione del detonatore dell’arma atomica. Metfaz è un sito segreto, dove le attività sono affiliate a quelle di Mojdeh (chiamato anche Amad o Sepand). La Resistenza aveva rivelato, nello stesso tempo, gli esperimenti effettuati, in seguito a delle grandi esplosioni, avvenuti a Parchine, in linea col progetto nucleare.
 
La Resistenza Iraniana ricorda ancora che solo una politica improntata a fermezza, da parte della comunità internazionale, potrebbe fermare la corsa all’atomica del regime dei mullah. L’Occidente avrebbe dovuto optare per una politica di questo tipo già nel 2002, quando la Resistenza Iraniana aveva allertato il mondo sulle attività dei due siti di Arak e Natanz, togliendo ogni dubbio sull’intenzione di questo regime di dotarsi dell’arma atomica. I Paesi occidentali hanno preferito impegnarsi in una politica di condiscendenza  e di dialogo, cosa che ha finito per costituire un aiuto prezioso alla dittatura iraniana, permettendole così di guadagnare tempo per il suo progetto atomico.
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
8 novembre 2011
 

 

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