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La vita dei giornalisti minacciati in Iran

ImageCNRI, 30 Maggio – Nelle varie province movimentate a Nord-ovest dell’Iran, i giornalisti rischiano la loro vita per avere riportato i disordini di queste ultime settimane. Giovedì scorso, il domicilio di Orouj Amiri, giornalista lavorando per la stampa locale di Marand, nella provincia dell’Azerbaigian dell’Est, è stato perquisito da otto membri delle forze repressive del regime.

Secondo suo fratello Parviz, gli agenti non hanno presentato alcun mandato di sentenza o di perquisizione ed hanno portato Orouj verso una destinazione sconosciuta . Sua moglie ha tentato di impedirne l’arresto, ma anche lei è stata picchiata e quindi è stata portata via con suo marito. La loro casa è stata perquisita meticolosamente e tutti i documenti scritti a mano che appartengono ad Orouj e il suo collaboratore sono stati confiscati. I vicini hanno osservato l’incidente, quando hanno visto il bambino di Amiri gridare e piangere. La provincia d’Azerbaigian dell’Est non è un luogo sicuro per i giornalisti in questi ultimi mesi.

Secondo fonti a Tabriz, capitale di questa provincia, Ensafali Hedayat, giornalista locale, ha lasciato dopo una pena di 18 mesi di prigione, l’Iran per la Turchia dove ha fatto domanda d’asilo all’ufficio delle Nazioni Unite. Seyyed Ahmad Seyyed Saraji blogueur di Tabriz, anche lui ha lasciato l’Iran per vivere in esilio dopo molti mesi di prigionia e una condanna di fustigazione. Una giornalista di nome Massoumeh Babapour, che lavora per i mass media locali a Tabriz, è stata aggredita e pugnalata sette volte da individui non identificati. È stata trovata quasi morta sotto un ponte. Hossein Qorbani photojournaliste, ed Hadi Dehqani, redattore principale di un settimanale, Saqi, a Tabriz, è stato colpito fisicamente da alcuni agenti del regime. Parallelamente, i disordini nelle province in cui si parla l’azéri continuano, iniziate con grandi manifestazioni a Tabriz, Zanjan ed Ardebil contro la pubblicazione di un disegno abusivo.