lunedì, Febbraio 6, 2023
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La visita di Maliki in Iran per ottenere l’approvazione di Khamenei ad un altro mandato in cambio della repressione del PMOI e la consegna dei sette ostaggi

CNRI – Nouri al-Maliki ha in programma di recarsi a Tehran questa settimana per colloqui con gli alti funzionari del regime iraniano, durante i quali discuterà della repressione dei membri dell’opposizione iraniana, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, il destino e la possibile estradizione dei sette dissidenti presi in ostaggio durante l’attacco del 1° Settembre a Campo Ashraf, secondo notizie avute da fonti interne al regime.

 

La visita di Maliki in Iran avrà luogo all’indomani della fallita visita negli Stati Uniti e dopo l’accordo sul nucleare tra il regime iraniano e le potenze mondiali. Questa visita mira principalmente ad ottenere il pieno sostegno del regime dei mullah in Iran per la riconferma di Maliki alla carica di primo ministro iracheno per il terzo mandato consecutivo.

E ciò nonostante il popolo dell’Iraq e molti partiti politici del paese, compresi alcuni dei suoi più stretti alleati, si oppongano ad un suo terzo mandato.

Inoltre, la vasta opposizione degli Stati Uniti, del Congresso americano e dell’opinione pubblica ha reso molto più difficile per lui riuscire ad ottenere un altro mandato.

Infatti Maliki si sta recando a Tehran per ottenere l’approvazione del regime iraniano per un altro mandato con attentati quotidiani, uccisioni ed esecuzioni in Iraq.

In simili circostanze, la respressione dell’opposizione iraniana in Iraq e il destino dei sette ostaggi rapiti dalle forze irachene, rivestono un’importanza particolare. Per ottenere l’approvazione del regime, Maliki deve garantire al regime iraniano di continuare a reprimere i residenti di Camp Liberty, imporre loro altre restrizioni e, possibilmente, consegnare i sette ostaggi al regime iraniano.

Ribadendo che il Governo U.S.A. e le Nazioni Unite hanno ripetutamente preso impegni scritti riguardo alla sicurezza e all’incolumità dei residenti di Ashraf e Liberty, la Resistenza Iraniana si rivolge al Presidente degli Stati Uniti, al Segretario di Stato e al Segretario Genrale delle Nazioni Unite perché obblighino immediatamente l’Iraq a rilasciare i sette ostaggi ed impediscano che vengano consegnati al regime iraniano, dove subirebbero sicuramente torture e l’esecuzione.

Gli Stati Uniti e le Nazioni Unite saranno direttamente responsabili per qualunque danno che verrà arrecato ai sette ostaggi di Campo Ashraf.

Lo sciopero della fame degli iraniani in diversi paesi del mondo per chiedere la liberazione dei sette ostaggi e la garanzia di protezione per Camp Liberty, è entrato nella 14a settimana.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

3 Dicembre 2013

 

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