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La tragica morte di una giovane donna a Mashhad, si aggiunge ai crimini del regime misogino clericale

CNRI – Sabato 24 settembre, dopo il raid delle forze repressive nel sobborgo Mashhad di Hashmieh, una ragazza che cercava di sfuggire al raid è caduta dal balcone al sesto piano trovando la morte.

Il capo della polizia di pubblica “Sicurezza” , squadre di operazioni speciali della Provincia del Khorasan Razavi, il colonnello Nasser Hajjarian ha riconosciuto che questo episodio sconvolgente è successo mentre la sua squadra ha fatto incursione in un appartamento in cui era in corso una festa “satanica”.  Questo attacco da parte delle forze repressive del regime non era sotto gli ordini della magistratura dei mullah ed è stato arbitrario. In esso, altri otto ragazzi e ragazze sono stati arrestati.

Sarvenaz Chitsaz, presidente della Commissione delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha trasmesso le sue condoglianze alle famiglie e agli amici della giovane.

Ha invitato la comunità internazionale, le organizzazioni dei diritti umani e per i diritti delle donne, in particolare il Commissario per i Diritti Umani, i Relatori delle Nazioni Unite sui Diritti delle Donne e la detenzione arbitraria di condannare il scioccante crimine e chiede un’azione urgente per assicurare il rilascio incondizionato dei detenuti e fermare abusi dei diritti umani da parte del regime clericale.

La Chitsaz ha aggiunto che lo scopo dietro la repressione intensificata sui giovani e le donne e l’atmosfera di “sicurezza” del terrore è quello di impedire la diffusione di proteste pubbliche, in particolare durante il nuovo anno accademico.

Commissione delle Donne, Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
28 settembre 2011

 

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