mercoledì, Febbraio 1, 2023
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La signora Rajavi rivolge un appello a Obama e a Ban Ki-moon perché i residenti di Camp Liberty siano ritrasferiti ad Ashraf

Maryam Rajavi: Aprite Camp Liberty alle visite di avvocati e politici.

In seguito all’attacco omicida contro i residenti di Camp Liberty di sabato mattina, che ha causato 6 morti e oltre 100 feriti, la signora Maryam Rajavi, Presidente-eletto della Resistenza iraniana, ha rivolto un appello al Presidente Obama, al Segretario Generale dell’ONU, all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e all’Alto Commissario per i Diritti Umani affinché sia dichiarato lo status di rifugiati dei residenti di Camp Liberty ed essi siano ritrasferiti ad Ashraf immediatamente per proteggere le loro vite e il loro benessere, essendo questa l’unica mossa urgente per prevenire l’uccisione di quei rifugiati indifesi. La signora Rajavi ha ricordato la responsabilità diretta del governo degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite per la sicurezza e la protezione dei residenti a Camp Liberty e ha evidenziato il fatto che Camp Liberty è 80 volte più piccolo di Ashraf e non offre alcuna protezione per i residenti.

L’ACNUR dichiarò in un documento il 19 gennaio 2012 che Camp Liberty non presentava caratteristiche adeguate per rifugiati e non rispondeva agli Standard Umanitari definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO/OMS). Tuttavia, pochi giorni dopo, il 31 gennaio 2012, Martin Kobler, Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU, dichiarò ingannevolmente che il campo rispettava gli standard umanitari.

Il Comitato Internazionale In Search of Justice (ISJ) in un comunicato del 6 febbraio 2013 ha dichiarato che quell’annuncio ingannevole deve essere oggetto di azione penale. Il comunicato evidenziava che il trasferimento dei residenti di Ashraf a Camp Liberty era nullo e illegittimo dall’inizio e in violazione degli articoli 51 e 52 della Convenzione di Vienna del 1969.

In un altro comunicato Maryam Rajavi, Presidente-eletto della Resistenza iraniana, ha anche chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di obbligare il governo dell’Iraq ad aprire le porte di Camp Liberty immediatamente alle visite di avvocati, giornalisti, delegazioni parlamentari e politici da Stati Uniti, Europa e Paesi arabi che desiderino accedere al campo e verificare i fatti con i propri occhi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
9 febbraio 2013

 

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