lunedì, Gennaio 30, 2023
HomeNotizieIran NewsLa Resistenza Iraniana saluta l'applicazione del Trattato sul Commercio delle Armi e...

La Resistenza Iraniana saluta l’applicazione del Trattato sul Commercio delle Armi e chiede il blocco delle consegne di armi ai mullah

Il Trattato sul Commercio delle Armi è stato approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU il 2 Aprile 2013

La vendita di armi all’Iraq dovrà essere interrotta fino a che non verrà garantita sicurezza ai rifugiati iraniani a Camp Liberty e agli altri civili innocenti

CNRI – La Resistenza Iraniana saluta l’applicazione del Trattato Mondiale sul Commercio delle Armi come un passo significativo verso la pace e la sicurezza mondiale e chiede agli stati aderenti di interrompere immediatamente la consegna di armi, di componenti e materiale bellico ai mullah al potere in Iran e al contempo chiede la cessazione della vendita e della consegna delle armi all’Iraq fino a che non verrà garantita la sicurezza dei membri dell’opposizione iraniana Camp Liberty e quella di altri civili innocenti.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite il 24 Dicembre ha annunciato l’applicazione del Trattato Mondiale sul Commercio delle Armi, quasi due anni dopo la sua approvazione da parte dell’Assemblea Generale.

Il trattato afferma che la consegna di ogni tipo di armi e munizioni è proibito nel caso in venissero utilizzate per “genocidio, crimini contro l’umanità, gravi violazioni della Convenzione di Ginevra del 1949, attacchi diretti contro obbiettivi civili o civili protetti in quanto tali, o altri crimini di guerra come definiti dagli accordi internazionali”.

Il trattato precisa che il trasferimento di armi non dovrà minacciare “la pace e la sicurezza”, essere praticato in grave violazione o facilitare la violazione delle Leggi Umanitarie Internazionali, della Legge Internazionale sui Diritti Umani, delle convenzioni e i protocolli internazionali riguardanti il terrorismo e “il crimine organizzato transnazionale”.

Secondo questo trattato, l’esportazione di armi in violazione degli obblighi di uno stato aderente al Trattato, secondo le misure adottate dal Consiglio di Sicurezza in forza del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, in particolare l’embargo di armi, è proibito. In tutti i casi suddetti, anche l’invio di componenti e materiale bellico è vietato.

L’arsenale del regime teocratico al potere in Iran, composto essenzialmente da armi importate da altri paesi, viene totalmente impiegato in violazione dei patti e delle leggi menzionate in questo trattato e l’esportazione di qualunque componente, piccolo o grande, pesante o leggero a questo regime viola il Trattato sul Commercio delle Armi.

Queste armi vengono utilizzate per il massacro del popolo iraniano, i massicci arresti, la repressione delle manifestazioni e delle proteste popolari e per le esecuzioni collettive. Oppure vengono impiegate per crimini contro l’umanità, crimini di guerra, genocidio, violazione delle leggi umanitarie e sui diritti umani in Iran o in Siria, Iraq, Libano e Yemen. Non c’è da meravigliarsi se né il regime iraniano, né il Governo dell’Iraq, né il regime di Assad hanno aderito a questo trattato.

Sei brutali massacri ad Ashraf e Liberty, la carcerazione collettiva ed arbitraria dei rifugiati iraniani, un criminale assedio e il massacro di innocenti cittadini iracheni in Iraq vengono tutti compiuti con le armi inviate in Iraq dagli stati aderenti a questo trattato.

La Resistenza Iraniana chiede a questi stati, in particolare a quelli occidentali, di astenersi dall’inviare qualunque arma al regime iraniano e di vendere armi in Iraq solo a condizione che non verranno utilizzate per il massacro di innocenti, in particolare contro i residenti di Camp Liberty e di garantire e assicurare la loro incolumità in quanto persone protette secondo la Quarta Convenzione di Ginevra e rifugiati politici.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

26 Dicembre 2014

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,634FollowersFollow
40,914FollowersFollow