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La Resistenza Iraniana condanna fermamente l’aggressione e l’irriverenza contro donne prigioniere politiche e invita le donne iraniane, i giovani e le autorità internazionali a sostenere i prigionieri politici

La Resistenza Iraniana condanna fermamente  la sciagurata aggressione e l’ irriverenza nei confronti delle donne prigioniere politiche da parte delle Guardie Rivoluzionarie e dei torturatori nella prigione di Evin, e la considera come indicazione della paura del regime dei mullah dalle donne iraniane che lottano in prima linea nella battaglia contro il fascismo religioso che governa l’Iran. La Resistenza Iraniana chiede a tutto il popolo iraniano, in particolare alle donne e ai giovani che amano la libertà, di sollevarsi come loro dovere di assistere i prigionieri politici e di sostenere le loro famiglie.
 
La Resistenza Iraniana chiede inoltre alle autorità internazionali che difendono i diritti umani ed i diritti delle donne di sostenere i diritti dei prigionieri politici – in particolare delle donne detenute – e di condannare questo comportamento malvagio. Chiede in aggiunta una delegazione per l’accertamento dei fatti sia inviata alle prigioni medievali iraniane per indagare nelle carceri e le condizioni dei prigionieri politici, in particolare delle donne.
 
In un raid selvaggio nella sezione femminile della prigione di Evin martedì, 30 ottobre, un certo numero di Guardie Rivoluzionarie e donne torturatrici hanno aggredito e oltraggiato le donne prigioniere politiche. A seguito di questo raid, un certo numero di donne prigioniere politiche, sono entrate in sciopero della fame per protestare contro questa mossa malvagia.
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
3 Novembre 2012