venerdì, Gennaio 27, 2023
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La Resistenza Iraniana chiede cure mediche immediate per i prigionieri politici malati e il loro rilascio senza condizioni

La Resistenza Iraniana fa appello ai difensori internazionali dei diritti umani, in particolare all’Alto Commissario per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale sulla tortura ed altre pene crudeli, disumane o degradanti, all’Inviato Speciale sul diritto di chiunque a godere del più alto standard possibile di salute fisica e mentale, al Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie e all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, affinché prendano provvedimenti immediati ed efficaci a garantire il rilascio senza condizioni dei prigionieri politici e a fornire loro, immediatamente, le cure mediche necessarie. Chiede inoltre la creazione di una delegazione internazionale che indaghi sulle spaventose condizioni delle carceri del regime iraniano. 

Privare i prigionieri dell’accesso ai servizi sanitari, mira a spezzare la loro volontà o a tormentarli a morte, e rappresenta un chiaro caso di crimine contro l’umanità. Questo metodo disumano ha messo in pericolo la vita di moltissimi prigionieri o rischia di procurargli danni irreparabili.

Afshin Sohrabzadeh, 26 anni, è un prigioniero politico malato di cancro al colon, ma i suoi aguzzini ostacolano il suo ricovero in ospedale. È diventato molto debole a causa delle continue emorragie interne di cui soffre ed ha perso 40 chili, oltre a soffrire di problemi respiratori. Afshin Sohrabzadeh è stato arrestato sette anni fa, condannato a 25 anni di carcere e mandato in esilio nel carcere di Miandoab, in condizioni estremamente dure. La mattina del 7 Maggio gli agenti dell’intelligence delle guardie rivoluzionarie (IRGC), hanno arrestato suo fratello Kaveh Sohrabzadeh, perché aveva diffuso informazioni su suo fratello malato ed aveva tentato di migliorare le condizioni di salute di Afshin.

Omid Kokabi, 34 anni, fisico nucleare, soffre di un cancro ai reni da molto tempo. A causa dei ritardi, intenzionali, nelle sue cure si è dovuto sottoporre ad un’operazione chirurgica nelle scorse settimane e gli è stato asportato il rene destro. I suoi aguzzini lo hanno persino incatenato al letto d’ospedale. Kokabi stava frequentando un corso post-dottorato in fisica nucleare quando è stato arrestato cinque anni fa perché si era rifiutato di collaborare con il regime nel suo progetto di costruzione della bomba atomica. Dopo aver subito molte torture fisiche e psicologiche, è stato condannato a 10 anni di carcere con l’accusa assurda di “avere legami con governi ostili ed aver percepito guadagni illeciti”.

Alireza Golipour, 30 anni, viene privato delle cure mediche nonostante soffra di un cancro ai polmoni ed abbia gravi sanguinamenti continui dal naso. Era studente in comunicazioni e faceva parte dello staff del ministero dell’intelligence quando è stato arrestato durante le rivolte del 2009. E’ stato nuovamente arrestato ad Ottobre 2012 e dopo molti mesi di torture e di isolamento, è stato trasferito nella sezione dei delinquenti comuni del carcere di Evin, dove è stato minacciato dalle gang mafiose del carcere. Nel frattempo, anche la sua famiglia viene costantemente minacciata.

Ali Moezzi, 66 anni, soffre di un carcinoma alla vescica e di molti problemi renali e alla prostata. I suoi aguzzini non solo gli impediscono di essere operato, ma nonostante abbia scontato la sua condanna, lo hanno condannato ad un altro anno di carcere con accuse false. Essendo stato prigioniero politico negli anni ’80, è stato arrestato di nuovo per aver fatto visita ai suoi figli a Campo Ashraf.

Zeinab Jalalian, 44 anni, prigioniera politica curda, soffre di una malattia agli occhi e sta per perdere completamente la vista. Soffre anche di una malattia al duodeno. I suoi aguzzini hanno condizionato il suo ricovero in ospedale alla presa in ostaggio di un giovane membro dalla sua famiglia. È stata arrestata a Marzo 2008 con la falsa accusa, creata dai mullah, di Moharebeh e condannata all’ergastolo.

Abdolfattah Soltani, un avvocato di 63 anni, soffre di problemi cardiaci, di ernia discale e cervicale, sbalzi di pressione sanguigna, gravi problemi digestivi e recentemente ha perso molto peso. Soltani è stato arrestato a Giugno 2009 e condannato a 10 anni di carcere con l’accusa di “propaganda contro il sistema”. Tra i reati di cui è accusato ci sono: aver difeso i diritti degli operai, degli studenti e dei giornalisti detenuti.

Mohsen Daneshpour Moghaddam, 73 anni, soffre di molte malattie tra cui vasocostrizione, disturbi cardiaci, artrite alle ginocchia e ernia del disco causata dalle dure condizioni della prigione e dall’età. È stato arrestato il 27 Dicembre 2009 insieme alla moglie, al figlio e alla nuora, per aver avuto contatti con il PMOI/MEK e condannato a morte.

Massoud Arab Choubdar, ha perso conoscenza nel carcere di Gohardasht (Rajai Shahr) a causa di un grave calo della pressione sanguigna. Inoltre ha la mano destra gravemente ferita a causa delle torture. Il 28 Aprile gli aguzzini che lavorano nella prigione, con la scusa che lo aveva deciso il medico, lo hanno buttato fuori dall’infermeria della prigione e lo hanno riportato nella sua sezione. Choubdar ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il suo trasferimento nella sezione dei criminali comuni. È stato arrestato nel 2013 e sta scontando una condanna a tre anni di carcere.

Ayatollah Hossein Kazemaini Boroujerdi soffre di disturbi cardiaci, polmonari e renali, di diabete ed asma, di Parkinson ed ipovisione. Con un processo-farsa, ad Ottobre 2006 è stato condannato ad 11 anni di carcere. Il 7 Aprile 2016 è stato quasi certamente avvelenato e da allora ha tremendi dolori agli arti inferiori e la vista è drasticamente peggiorata.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Maggio 2016

 

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