venerdì, Dicembre 2, 2022
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La fragile economia iraniana potrebbe mettere in ginocchio il regime

Staff del CNRI

L’economia iraniana al momento è molto instabile, con il rial al minimo storico, alti livelli di disoccupazione, pochi investitori internazionali, prezzi del petrolio bassi, alti livelli di corruzione governativa e la prospettiva di nuove sanzioni americane contro il paese il prossimo mese.

Tutto ciò ha scosso il regime e potrebbe davvero rivelarsi la sua rovina e questo non è mai stato così chiaro come quando il popolo iraniano si è sollevato per protestare contro il collasso dell’economia a Dicembre e le manifestazioni si sono rapidamente trasformate in proteste anti-regime chiedendo la destituzione dei mullah.

Il regime ha deciso di incolpare per le proteste chiunque tranne se stesso dall’Arabia Saudita alla Resistenza Iraniana a Parigi; quantomeno ora i mullah sono consapevoli del fatto che, per il popolo iraniano, la Resistenza Iraniana è molto più importante del regime.

Il rial è recentemente precipitato a 60.000 rial per dollaro, cosa che provocato il panico in Iran e che ha spinto il regime a fissare artificiosamente il prezzo a 42.000 rial minacciando con la pena di morte gli enti finanziari che commerciavano a tassi diversi.

Sanzioni

Nonostante questi estremi tentativi di controllare l’economia l’Iran affronterà presto nuovi problemi quando gli Stati Uniti si ritireranno dall’accordo sul nucleare del 2015 che tolse le sanzioni all’Iran.

Donald Trump, a Gennaio, ha fatto voto di ritirarsi dall’accordo a meno che non venissero attuate certe correzioni, e sembra che quelle correzioni non saranno accettate; ha recentemente riempito l’Ufficio del Presidente con falchi, come il Segretario di Stato Mike Pompeo e il Consigliere della Sicurezza Nazionale John Bolton, che non fermeranno Trump dal ritirarsi dall’accordo internazionale.

Una volta che quelle sanzioni torneranno in vigore, l’economia iraniana ne soffrirà.

Il governatore della banca centrale iraniana, Valiollah Seif, ha dichiarato che i nemici dell’Iran stanno assunto questo comportamento per ferire il popolo iraniano, ma ciò non potrebbe essere più lontano dalla realtà.

Gli Stati Uniti si stanno ritirando perché l’Iran non ha tenuto fede all’accordo e il denaro ottenuto da esso è stato fatto fluire per finanziare le guerre straniere e il terrorismo, come è stato sottolineato dal popolo iraniano durante le proteste.

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Steven Mnuchin ha anche promesso “sanzioni primarie e secondarie molto pesanti” sull’Iran.

Mercoledì ha dichiarato ai giornalisti: “ Se il presidente non firmerà la certificazione le sanzioni torneranno in vigore.”

Nick Cunningham ha scritto su Oil Price che questo potrebbe facilmente provocare agitazioni tra il popolo iraniano e innescare altre proteste.

Si tratta di un evento positivo dal momento che darà maggior potere al popolo iraniano per sollevarsi contro l’oppressore e portare la democrazia in Iran.

 

 

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