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La democrazia in Iraq sotto processo

THE INDEPENDENT – di Lord Corbett – 17 agosto 2011
 
All’omicidio di 50 inermi dissidenti iraniani pro- democrazia da parte delle truppe irachene di recente  si deve aggiungere il mal di testa delle mogli e dei mariti, dei figli, dei fratelli e delle sorelle e dei nonni di coloro che diedero la vita per aiutare gli iracheni a trovare la loro strada verso la democrazia dopo Saddam Hussein.
Anche perché sette su 10 inglesi, americani e truppe della Coalizione sono stati uccisi da bombe fabbricazione e fornite dall’Iranpiantato da persone addestrate e pagate dai mullah di Teheran con la loro ingerenza. Il Governo iracheno, messo in atto da Iran, ha aggredito due volte mortalmente Campo Ashraf, a nord-est di Baghdad e sede di 3.400 dissidenti iraniani per 25 anni. I morti sono stati uccisi a bruciapelo, mentre più di 1.000 donne e uomini musulmani sono stati feriti – poi è stata negata loro l’assistenza medica di cui avevano bisogno e lo spazio per seppellire i loro morti, dopo questo attacco di aprile.
Nessun meraviglia gli impegni dell’Iraq presi per proteggere la sicurezza dei residenti di Ashraf sono esposti come cave finte. L’Iraq non può macellare e ferire i residenti di Ashraf a volontà e ancora pretende di venire meno ai suoi obblighi in forza del diritto umanitario internazionale.
Come è potuto accadere? Perché gli Stati Uniti hanno accettato promesse irachene di assistere i residenti di due anni fa – e poi se ne sono andati. Gli USA hanno guardato dall’altra parte, nonostante l’evidenza stessa che l’Iraq, per ordine dell’Iran, è stato impostato sulla rimozione di Campo Ashraf entro la fine di quest’anno “a qualsiasi costo”, secondo le parole di un portavoce del governo.
Questo nonostante gli Stati Uniti continuino ad avere 47.000 soldati in Iraq e nel diritto internazionale lo status di ‘persone protette’ sia ancora esecutivo per i residenti finché lo quello finale sia stabilito.

Le truppe olandesi se ne sono andate nel 1995 quando, come forze di pace delle Nazioni Unite, hanno poi guardato dall’altra parte quando le truppe serbe hanno macellato i civili musulmani a Srebrenica. Un tribunale olandese all’inizio di quest’anno ha ordinato al governo di pagare un risarcimento alle famiglie delle vittime che le sue truppe non sono riuscite a proteggere.
I residenti di Ashraf non vogliono compenso per la loro macellazione imminente. Vogliono che gli Stati Uniti, con l’autorità delle Nazioni Unite, monitorino gli eventi a Campo Ashraf per evitare il massacro che l’Iraq ora progetta  entro la fine di quest’anno.
E sta per succedere. Non è una questione di se, solo di quando.
Gli Stati Uniti ed il Regno Unito guarderanno dall’altra parte piuttosto che portare l’Iraq al Consiglio di sicurezza dell’ONU, non solo per salvare i dissidenti minacciati, ma anche per aiutare a sostenere la fragile democrazia per cui hanno chiesto alle loro truppe di dare la vita e le membra?
 
Lord Corbett del Castello di Vale è Presidente del Comitato Parlamentare Britannica per l’Iran Libero

 

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