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La delegazione araba appoggia il gruppo di opposizione per combattere le aggressioni dell’Iran

La delegazione di parlamentari e personalità arabe che hanno partecipato al raduno annuale per la Libertà in Iran tenutosi a Parigi il 13 Giugno 2015

Il raduno annuale per la Libertà in Iran della scorsa settima a Parigi, ha ospitato numerose delegazioni arabe giunte per esprimere la loro solidarietà al principale gruppo di opposizione iraniano, quello dei Mojahedin-e Khalq (MEK), nei suoi sforzi di estromettere il regime teocratico dal potere.

Al raduno del 13 Giugno la leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi, del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), la principale coalizione di opposizione, ha chiesto la cacciata del regime iraniano dal Medio Oriente, in quanto unico mezzo per riportare la pace nella regione ed impedire la diffusione della proliferazione nucleare.

“Oggi, i politici occidentali sottolineano che l’ISIS e Bashar Assad sono due facce della stessa medaglia. Io aggiungo che il califfo di Tehran è il padrino di entrambi”, ha detto Maryam Rajavi a questo evento internazionale.

Una nutrita delegazione araba, formata da decine di parlamentari e di illustri personaggi politici da Algeria, Bahrein, Egitto, Iraq, Giordania, Marocco, Palestina, Tunisia e Yemen ed un’insigne delegazione dell’opposizione moderata siriana, hanno partecipato al più grande raduno a sostegno della democrazia in Iran che si sia mai visto.

Rabiha Diab, ex-Ministro per le Questioni Femminili della Palestina, ha chiesto il riconoscimento internazionale della Resistenza Iraniana guidata da Maryam Rajavi.

Un analista occidentale presente al raduno ha detto che i delegati arabi presenti erano “i veri rappresentanti della Primavera Araba”.

Al meeting è stato annunciato che una maggioranza di rappresentanti del parlamento del Bahrein e della Giordania hanno firmato una dichiarazione a sostegno della piattaforma della Resistenza Iraniana e chiesto protezione internazionale per i membri del MEK a Camp Liberty in Iraq sotto la continua minaccia di attacchi ordinati dagli iraniani.

“La verità è che l’ISIS è emerso dalle atrocità commesse da Bashar Assad e (dall’ex-Primo   Ministro iracheno Nuri) Maliki per ordine del regime teocratico”, ha detto Maryam Rajavi. “Perciò io chiedo ai governi occidentali di non prendere le parti del regime di Tehran”.

“In Iraq, non collaborate con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie del regime e con le cosiddette milizie sciite, che sono centinaia di volte più pericolose degli altri scagnozzi.

Maryam Rajavi ha detto che la soluzione in Iraq e Siria è cacciare le forze iraniane, appoggiare e potenziare i locali gruppi sunniti moderati. Nello Yemen, ha detto, la soluzione è che la coalizione araba affronti Tehran. “Questo dovrà continuare fino a che il regime non sarà stato sradicato da tutta la regione”.

“Sì, la soluzione è cacciare il regime iraniano dall’intera regione ed abbattere il califfo della regressione e del terrorismo in Iran”, ha detto.

 

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