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La Corte Centrale d’Indagine Numero Quattro della Corte Nazionale spagnola emette un mandato contro Maliki e convoca tre criminali coinvolti nella strage dell’8 aprile ad Ashraf

La Corte invita Ad Melkert, Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Iraq, e Struan Stevenson, Presidente della Delegazione per le Relazioni con l’Iraq del Parlamento europeo, a fare da testimoni in tribunale 
 
Maryam Rajavi: Maliki deve ora porre fine all’assedio di Ashraf e tutte le misure repressive contro Ashraf devono cessare. Secondo la sentenza della Corte e sulla base della Quarta Convenzione di Ginevra, gli Stati Uniti sono tenuti a fermare le torture e le violenze e devono immediatamente riprendere la protezione dei residenti di Ashraf da parte del governo iracheno e le forze d’ aggressione al fine di evitare un altro massacro
 
CNRI – La Corte Centrale d’Indagine Numero Quattro della Corte Nazionale spagnola, l’11 luglio 2011 ha accettato di indagare sulla denuncia contro i responsabili del massacro dei residenti di Ashraf in data 8 aprile che ha lasciato 36 residenti morti e 350 feriti. Secondo questa sentenza del tribunale, Nuri al-Maliki, Primo Ministro iracheno, sarà automaticamente convocato appena si dimette dalla carica e l’immunità giudiziaria viene rimossa.
 
Al tenente generale Ali Geidan, al Comandante delle Forze di terra iracheno che ha guidato il massacro contro i residenti di Ashraf in data 8 aprile sotto gli ordini di Maliki, al tenente colonnello Abdul-Latif al-Annabi,  comandante del battaglione iracheno di Ashraf, ed al maggiore Jassem al-Tamimi è stato ordinato di comparire davanti al giudice il 3 ottobre 2011. Secondo i video clip e i documenti disponibili, al-Tamimi è il funzionario stesso che personalmente ha mirato e ucciso un numero di residenti di Ashraf sparando loro direttamente l’8 aprile.
 
La Corte ha anche invitato Ad Melkert, Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Iraq, e Struan Stevenson, Presidente della Delegazione per le Relazioni con l’Iraq del Parlamento europeo, per partecipare al processo come testimone.
 
Questa è la terza e più importante sentenza presa dalla corte spagnola in questi ultimi due anni convocando criminali e assassini dei residenti di Ashraf a comparire davanti al giudice. Durante gli attacchi contro Ashraf da parte delle forze irachene, 47 residenti, persone protette ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra, sono stati uccisi. 1.071 residenti sono stati feriti da arma da fuoco o bombe a mano, o picchiati da manganelli e bastoni, alcuni investiti per veicoli blindati. Le forze irachene hanno preso in ostaggio 36 residenti nel 2009 e li hanno tenuti per 72 giorni. Nello stesso periodo un numero di residenti di Ashraf sono morti a causa del blocco medico del campo.
 
Il 26 novembre 2009, la Corte spagnola ha accettato di indagare la prima denuncia in virtù del principio di ‘giurisdizione universale’ per perseguire i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra a norma delle convenzioni internazionali e le leggi.
 
L’articolo 146 della Quarta Convenzione di Ginevra stabilisce che i firmatari della Convenzione di Stato hanno l’obbligo di indagare, perseguire e condannare gli individui che hanno commesso gravi violazioni della Convenzione e “per ricercare le persone imputate per aver commesso, o aver ordinato di commettere tali gravi violazioni e dovrà portare tali persone, indipendentemente dalla loro nazionalità, davanti ai propri tribunali. ”
 
Successivamente la Corte spagnola il 27 dicembre 2010 e 17 marzo 2011 ha considerato l’omicidio, la tortura e l’infliggere danni ai residenti di Ashraf come esempi di “crimine contro la comunità internazionale, crimine di guerra e crimine contro i diritti umani internazionali”.
 
Nella sentenza del 27 dicembre 2010 la Corte stipulato che “La Repubblica dell’Iraq ha concesso lo status di extraterritorialità ai residenti di Campo Ashraf, membri dell’OMPI, nel 1986, e il 2 luglio 2004 è stato dato lo status di ‘persone protette’ sotto la IV Convenzione di Ginevra da parte della potenza occupante, gli Stati Uniti d’America, che agisce sotto il mandato della Risoluzione n. 1546 dell’8 giugno 2004 del Consiglio di sicurezza dell’ONU. ” Attingendo al Comune Articolo Tre delle Convenzioni di Ginevra, il giudice ha definito le azioni che sono oggetto delle accuse nell’attacco contro Ashraf come “comportamento illegale” del tipo registrato nel 2000 nella corte internazionale dell’ex Jugoslavia che deve essere giudizialmente indagato e perseguito per punire coloro che perpetrano flagranti violazioni delle Convenzioni di Ginevra.
 
Il 31 maggio 2010, in una risposta illegale il tribunale, il Ministero degli Esteri iracheno ha affermato che il governo iracheno ha condotto le proprie indagini! Quindi, i criminali convocati hanno evitato di apparire dinanzi al giudice nelle date stabilite (8 marzo e il 31 maggio 2011). 
 
A quanto detto la signora Rajavi ha aggiunto: 300 altoparlanti intorno ad Ashraf stanno minacciando, insultando e torturando psicologicamente i residenti di Ashraf 24 ore al giorno con un rumore che spacca le orecchie. 1000 donne musulmane non hanno la sicurezza o la pace. Sono sei mesi che su ordini di Maliki non una goccia di benzina è entrata nel campo e sono due mesi che in spregio a tutte le raccomandazioni formulate dalle Nazioni Unite, senza kerosene o gas è stato permesso di entrare ad Ashraf. L’ostruzione del libero accesso dei residenti di Ashraf ai servizi medici ha messo in pericolo la vita di centinaia di feriti ed ammalati.
 
Indagini indipendenti e trasparenti sulla strage richieste dalla comunità internazionale, in particolare dalla signora Pillay e dalla baronessa Ashton, sono state dimenticate. Nel momento in cui abbiamo accettato e stanno seguendo la soluzione del Parlamento europeo per il trasferimento dei residenti di Ashraf in paesi terzi, l’ambasciata Usa a Baghdad, si interfaccia con questa soluzione, invitano i residenti di Ashraf ad una soluzione estremamente pericolosa per un trasferimento illegale all’interno dell’Iraq. Questa soluzione, di per sé, apre la strada ad altri massacri, mentre gli Stati Uniti, a causa della loro innegabile responsabilità nel proteggere la vita dei residenti di Ashraf, dovrebbe essere il primo a investigare e a rispondere per i crimini commessi dalle forze irachene.
 
La signora Rajavi ha aggiunto: ripeto che la questione di Ashraf e prevenire il massacro dei suoi abitanti è la prova di aderenza del Presidente Obama ai valori universali che si è impegnato a rispettare. Ashraf è un indicatore con cui il popolo iraniano giudica da che parte stanno gli Stati Uniti.
 
La signora Rajavi ha espressamente invitato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, l’Alto Commissario per i Diritti Umani e l’Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati ad intervenire, prevenire un’altra catastrofe umanitaria e stanziare squadre di monitoraggio delle Nazioni Unite ad Ashraf senza indugio.
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
14 Luglio 2011

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