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L’ex-vice presidente del regime: “La lotta tra Rouhani, l’IRGC, l’intelligence e la magistratura è una falsa lotta”

Rivolte in Iran – No. 81

Il rappresentante di Khamenei a Mashhad: “850 persone sono state arrestate a Mashhad, 40-50 di loro erano i capibanda”

L’ex-primo vice presidente del regime, in una maniera senza precedenti, ieri (mercoledì 14 Febbraio), ha ammesso che su come vengono considerate la repressione e l’oppressione, non c’è alcuna differenza tra le varie fazioni del regime. Hamid Baghai ha detto:

“L’istituzione presidenziale, l’intelligence dell’IRGC, il Ministero dell’Intelligence … Sono tutti la stessa cosa… Lo giuro su Dio, sono tutti la stessa cosa. Le loro discussioni sono lotte finte. L’intelligence dell’IRGC e il governo di Rouhani sono sullo stesso piano. Anche il Ministero dell’Intelligence è la stessa cosa. La magistratura è la stessa cosa. Questi sono solo azioni fatte per prendere in giro il popolo”.

Parlando del martirio dei prigionieri sotto tortura, ha detto: “La persona viene portata in carcere e muore là. Se si è suicidata, la magistratura ne è responsabile… Se protestiamo, loro dicono che siamo legati al PMOI”.

Dall’altro lato, il mullah Alam Al-Hoda, rappresentante di Khamenei e membro dell’Assemblea degli Esperti a Mashhad, mercoledì 14 Febbraio ha ammesso in un’intervista all’agenzia di stampa FARS (affiliata all’IRGC), che: “Solo a Mashhad, sono state arrestate 850 persone, durante le proteste di Gennaio”. Con un chiaro riferimento al PMOI, ha detto: “Dalle 40 alle 50 persone erano i capibanda”. Mentre il vice-procuratore di Mashhad il 3 Gennaio aveva detto: “In totale, sono state arrestate 138 persone durante i disordini scoppiati a Mashhad”, per nascondere i massicci arresti.

L’11 Gennaio, solo due settimane dopo le rivolte di Gennaio, la Resistenza Iraniana ha annunciato, nel suo comunicato No. 45, che almeno 8000 persone, la maggior parte dei quali giovani, sono stati arrestati durante le proteste scoppiate in tutto l’Iran. Almeno 12 persone sono state trucidate sotto tortura. Il regime ha dichiarato che la causa della morte è stata “suicidio”, “mancanza di droga” o “eccessivo uso di droghe”. Un portavoce della Commissione Legale e Giuridica del Majlis, in maniera ridicola ha detto: “Queste persone sono morte nel dolore per ciò che hanno fatto, oppure si sono suicidate in carcere dopo aver riflettuto sulla malvagità delle loro azioni”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

15 Febbraio 2018

 

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