venerdì, Gennaio 27, 2023
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L’ex-Primo Ministro algerino: “Il PMOI lotta per la libertà del popolo iraniano”

CNRI – “L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK) combatte per liberare il popolo iraniano dalle grinfie della tirannia religiosa”, ha detto l’ex-Primo Ministro algerino Sid Ahmed Ghozali.

Ghozali ha reso omaggio ai membri del PMOI massacrati la scorsa settimana durante un attacco missilistico terroristico a Camp Liberty, nei pressi di Baghdad, dagli agenti del regime dei mullah in Iran. Ha preso parte ad una cerimonia tenutasi a Parigi il 1°Novembre per ricordare i membri del PMOI (MEK) uccisi nell’attacco.

Questo attacco missilistico ha provocato la morte di 24 membri del PMOI (MEK), disarmati e indifesi, e il ferimento di decine di altri.

“Io condivido la vostra sofferenza e la sofferenza di tutti i combattenti per la libertà attorno a voi e con voi. Attraverso di voi, voglio parlare alle mie sorelle e ai miei fratelli a Camp Liberty e lodare umilmente la loro perseveranza”, ha detto Sid Ahmed Ghozali.

“Questi combattenti per la libertà stanno costruendo la civiltà umana, dato che ciò che abbiamo visto finora è un mondo di barbarie e crudeltà, insieme ad un mondo di civiltà e umanità”.

“Cinquant’anni fa il PMOI (MEK) ha iniziato a combattere per la libertà e questa è una battaglia non solo per emancipare il suo stesso popolo, ma per emancipare tutti i popoli e, più di ogni altri, i popoli arabi e musulmani”.

“Io dico a questi combattenti per la libertà, alle mie sorelle e ai miei fratelli a Camp Liberty: ‘Voi sapete meglio di me che si deve pagare un prezzo per conquistare qualcosa e perché una nazione abbia la libertà. Una nazione deve pagare questo prezzo con la sua gente più cara e valorosa. Voi sapete meglio di me chi sono queste persone che abbiamo a Camp Liberty e voi tutti conoscete fin troppo bene il prezzo della libertà. Quasi 30.000 prigionieri politici sono stati giustiziati in Iran nel 1988 nel giro di pochi mesi, perché si erano rifiutati  di negare i loro legami con il PMOI. Conoscevano sin troppo bene il prezzo di quel ‘NO’ alla dittatura al potere in Iran”.

“Oggi mi si spezza il cuore, ma non so se questo dolore è dovuto alla condivisione della vostra sofferenza o alla mia rabbia verso quei politici che continuano a parlare di diritti umani e libertà ma che, ormai da un anno, sono seduti allo stesso tavolo con gli assassini dell’umanità. Sono ormai molti anni che noi, insieme a migliaia di illustri politici e parlamentari di tutto il mondo, condanniamo questa politica accondiscendente”.

“Qui si parla della credibilità di questi governi e delle loro responsabilità. E qui mi rivolgo direttamente al Governo degli Stati Uniti, che aveva garantito protezione ad ognuno dei residenti di Campo Ashraf (ora a Camp Liberty), in cambio della consegna delle loro armi. Non sono stati gli Stati Uniti a fare questa promessa? E non sono stati gli Stati Uniti  che avevano garantito protezione se si fossero trasferiti da Campo Ashraf a Camp Liberty?”

“Questo è un fenomeno raro nella storia, che abbiano preso tutte le loro armi a condizione e con la promessa di garantire sicurezza, ma lasciando poi i residenti di Ashraf a fare da bersaglio ai missili costruiti dal regime iraniano”.

“E’ arrivato il momento che tutti si prendano le loro responsabilità. Per quanto mi stia a cuore il progresso delle nazioni e del popolo occidentale, io metto in discussione la credibilità dei governi occidentali. Ogni giorno difendono i diritti umani, i diritti individuali e quelli della collettività ma, allo stesso tempo, siedono allo stesso tavolo con gli assassini dei diritti umani e della libertà”, ha aggiunto.

 

 

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