lunedì, Febbraio 6, 2023
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Iraq: ondata di felicitazioni alla città di Ashraf

ImageCNRI, 03 feb – Più di 120 personalità tra cui movimenti politici, associazioni irachene hanno rilasciato dichiarazioni ed hanno espresso le loro felicitazioni per la rimozione dalla lista nera dell’Unione Europea dell’OMPI.
La maggioranza della popolazione sottolinea l'importante vittoria per il popolo iraniano, iracheno e per tutti coloro che difendono libertà in tutto il mondo.
Quest’ultimi invitano il governo iracheno a garantire i diritti legali dei residenti della città di Ashraf, cosى come la loro protezione e sicurezza.

 In queste dichiarazioni si afferma che: Noi iracheni riteniamo che questa vittoria sia nostra e di tutti coloro che lottano per la libertà e la giustizia nel mondo.
E 'la vittoria della giustizia sulla politica di accondiscendenza con i mullah iraniani.
La cancellazione dell'OMPI dalla "lista nera" è senza dubbio un duro colpo per il regime iraniano.
Di seguito si aggiunge che: con l'eliminazione dell’etichetta da terrorista dell'OMPI, non vi è più alcuna scusa per esercitare pressioni sui Mojahedin nella città di Ashraf o restrizioni nei loro confronti.
Chiediamo al governo iracheno di garantire i diritti dei Mojahedin di Ashraf ovvero lo status di rifugiati politici e di beneficiare del diritto internazionale e della Quarta Convenzione di Ginevra.

Il Comitato dei curdi iracheni in amicizia con il popolo iraniano nella propria dichiarazione ha comunicato che: “Abbiamo appreso della cancellazione da parte dell'Unione europea dell’OMPI dalla lista nera.
La dura lotta per la giustizia ha aiutato a riconoscere la legalità .
Il terrorismo che minaccia il mondo ed in particolare il Medio Oriente che opta per la pace e la democrazia. Riteniamo altresى che la presente decisione sostiene la validità legale dell'OMPI in Iraq sotto la protezione della Quarta Convenzione di Ginevra con lo stato di rifugiato politico.
Dobbiamo quindi porre fine alle restrizioni e alle pressioni nei loro confronti.
In questi ultimi giorni siamo intervenuti con i parlamentari di origine curdo-irachena per l'attuazione delle disposizioni legislative nei confronti dei membri dell'OMPI in Iraq, respingendo l’intenzione di un’espulsione illegittima.

Il Centro di dialogo per lo sviluppo della cultura democratica e la conservazione della società irachena ha inoltre pubblicato una dichiarazione in cui si congratula con tutti i residenti della città di Ashraf.
L'OMPI era stata definita un’organizzazione terroristica ".
Questa etichetta ha inflitto enormi danni all'OMPI e ai popoli iraniano ed iracheno. Questa politica ha aumentato in Iraq l'interferenza del regime iraniano.
Gli iracheni conoscono da vicino i Mojahedin del popolo e li considerano come fortezza della libertà.
Abbiamo reso pubblico in diverse occasioni il nostro parere in merito ai residenti della città di Ashraf, come rifugiati politici e persone protette ai sensi della quarta convenzione di Ginevra.
Dopo la cancellazione dalla lista nera da parte dei 27 Stati membri dell'Unione europea, il regime iraniano non ha più alcun alibi a fare pressioni al governo iracheno per l’espulsione dei Mojahedin del popolo dall’Iraq.
Pertanto chiediamo al governo iracheno di riconoscere questi diritti e di mostrare al mondo che l'Iraq è un paese democratico, rispettoso della legge, della giustizia e delle convenzioni internazionali e che non cede soprattutto alle forti pressioni esterne nel violare il diritto d'asilo dei rifugiati politici sul proprio territorio.

Il Movimento Nazionale dei caldei in Iraq, ha dichiarato che la rimozione dell'OMPI dall’elenco delle e organizzazioni terroristiche è stato un successo per la giustizia e per i diritti umani.
Ha aggiunto che: “indubbiamente questo è un grande passo per lo Stato di diritto e della democrazia nel mondo e il progresso nell’esternare al vero terrorismo a cui deve far fronte il mondo.
Dopo questo grande evento, non vi è alcun dubbio che i residenti di Ashraf hanno diritto a beneficiare dell’asilo politico sotto la protezione della quarta Convenzione di Ginevra.
Pertanto non vi puٍ essere alcuna giustificazione per il regime iraniano nel creare pressioni al governo iracheno per espellerli.
Il nuovo Iraq è un paese che rispetta il diritto internazionale ed è a favore dei diritti umani come criterio per il suo coinvolgimento nella ricerca della democrazia e dello stato di diritto.

 

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