mercoledì, Novembre 30, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaIraq: le forze di Maliki vietano agli iraniani a Camp Liberty di...

Iraq: le forze di Maliki vietano agli iraniani a Camp Liberty di partecipare alla sepoltura dei loro parenti

Le forze irachene di Nouri al-Maliki hanno negato ai familiari di quattro residenti di Camp Liberty il diritto di partecipare alla sepoltura di quattro residenti uccisi otto mesi fa. I quattro sono stati finalmente seppelliti lunedì 18 Agosto dopo enormi sforzi da parte dei residenti.

 

Il 26 Dicembre 2013 una scarica di missili ha colpito Camp Liberty, dove si trovano i rifugiati iraniani in Iraq, uccidendo quattro memebri dell’opposizione iraniana, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK).

Negli ultimi otto mesi il comitato del primo ministro iracheno incaricato della repressione dei residenti dei campi Ashraf e Liberty avevano respinto le numerose richieste dei familiari e degli amici delle vittime di consegnare, oppure seppellire, i corpi di Mohammad Javad Saleh Tehrani, Mahmoud Bornafar, Abbas Namvar e Yahiya Ziarati.

Durante tutto questo periodo i residenti, i loro rappresentanti e avvocati hanno seguito questa questione con centinaia di telefonate, lettere ed altre misure rivolte ai funzionari delle Nazioni Unite, del Governo U.S.A., del governo iracheno e di altre organizzazioni di Baghdad, Ginevra, Washington, New York e di capitali europee, chiedendo a tutti di riavere i corpi per seppellirli.

Un comunicato del Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana del 2 Giugno 2013 diceva: “Più di 50 ricorsi dei residenti al quartier generale della polizia a Camp Liberty, i continui ricorsi dei rappresentanti dei residenti e dei loro consulenti legali agli osservatori dell’UNAMI, insieme alle numerose lettere dei rappresentanti dei residenti e dei loro legali alle Nazioni Unite, all’Ambasciata U.S.A. e al governo iracheno si sono rivelati infruttuosi”.

Dopo otto mesi e in contrasto con i riti islamici, gli iracheni finalmente hanno consentito che i corpi vengano seppelliti, ma non hanno permesso nemmeno ai familiari e agli amici di questi martiri di prendere parte alla cerimonia funebre. 

Solo a quattro residenti del campo è stato concesso di riprendersi i corpi dall’uffico del medico legale e così hanno potuto trasferirli per la sepoltura.

Le forze irachene hanno anche continuato ad imporre dure limitazioni ai residenti, i quali sono stati costretti ad attendere per ore in un sudicio ufficio del medico legale ,privo dei più fondamentali requisiti igienici, mentre i corpi dei martiri venivano presi e trasferiti in un cimitero.

Nel frattempo i tentativi dei residenti e dei loro rappresentanti per raggiungere un accordo per la consegna del corpo del membro del PMOI Mohammad Babaie, insieme a quello degli altri quattro, sono stati inutili. Mohammad Babaie è morto il 28 Aprile 2014 a causa del disumano blocco sanitario imposto a Camp Liberty. Le forze irachene continuano a trattenere il suo corpo in ostaggio.

Ciò dimostra quanto l’ombra inquietante del regime dei mullah, della forza terroristica Quds e del suo capo Qassem Suleimani e del suo primo ministro fantoccio in Iraq, sia un fardello sempre presente in Iraq.

Quello che è ancor più sconcertante è che i rapporti sull’Iraq dell’ufficio dell’UNAMI per i diritti umani e i rapporti periodici compilati a nome del Segretario Generale delle Nazioni Unite, non facciano nessun riferimento a queste misure disumane.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

19 Agosto 2014

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,397FollowersFollow