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Iran: Violente dispute interne alla vigilia delle elezioni-farsa e le rivelazioni delle fazioni rivali

Elezioni –farsa  No. 2
• Rafsanjani: il governo deve 775 miliardi di dollari al popolo e alle banche del paese
• Il portavoce di Khamenei definisce i due presidenti precedenti (Khatami e Rafsanjani “quinta colonna del nemico” ed elementi “corrotti”

Con l’approssimarsi delle elezioni-farsa dei mullah, violente controversie e dispute interne sono scoppiate in una maniera senza precedenti.
Rafsanjani, l’ex-presidente dei mullah, facendo scorgere il suo desiderio di prendere parte alle elezioni presidenziali, sta rivelando le sempre più gravi condizioni economiche del regime ed il debito dello stato in continuo aumento. Per tutta risposta, la fazione di Khamenei ha definito i due presidenti precedenti (Khatami e Rafsanjani) “la quinta colonna del nemico” ed elementi “corrotti” decisa a richiedere il loro rinvio a giudizio e la loro condanna.
Secondo notizie trasmesse dall’agenzia di stampa Mehr, legata al Ministero dell’Intelligence, il settantanovenne Rafsanjani avrebbe dato implicitamente risposte positive a molti membri della sua fazione che hanno chiesto la sua candidatura, dicendo: “Non sto dicendo che non verrò”.
“Attualmente il governo deve al popolo 5000 trilioni di rial. Deve anche alle banche 2000 trilioni di rial, 500 trilioni di rial di corporate bonds e 2 trilioni di rial per salari non pagati a varie istituzioni e aziende.” Questi debiti, che ammontano a 775 miliardi di dollari secondo i tassi di cambio della Banca Centrale, non includono neanche i debiti esteri del regime. Rafsanjani, riferendosi al fatto che “attualmente il paese è in una fase pericolosa” ha detto: “Ahmadinejad era uno dei miei governatori provinciali. È stato mio governatore a Khuy e nel distretto di Maku e lo conoscevo. Tuttavia, è stata la sua politica ad eliminare e disonorare le forze rivoluzionarie. E oggi vediamo che le nostre politiche non hanno alcun programma e cambiano quotidianamente… ci sarebbe stato più progresso persino senza un governo.”
A seguito di queste affermazioni, Hossein Shariatmadari, della cerchia di Khamenei ed editore capo del quotidiano Kayhan, ha scritto nel suo editoriale del 29 Aprile: “Non c’è il benché minimo dubbio che la ‘loro competenza’ (di Rafsanjani e Khatami) verrà rifiutata nelle prossime elezioni.” 
L’editoriale del Kayhan, riflettendo l’opinione di Khamenei, recita: “Rafsanjani e Khatami, i due precedenti presidenti del sistema, in un modo palese provato da centinaia di inconfutabili documenti, hanno ricoperto il ruolo di quinta colonna per il triangolo America-Israele-Gran Bretagna nelle sedizioni del 2009 e l’espressione ‘corruttori sulla terra’ è quella più adatta ad esprimere il loro inganno e tradimento. Sembra, e sottolineo sembra, che questi due abbiano fatto dei passi per partecipare alle prossime elezioni presidenziali e, con uno strumento chiaramente suonato dall’estero, stanno suggerendo il motivo del loro ritorno nei posti chiave del sistema.”
L’editoriale del portavoce di Khamenei aggiunge: “E’ ovvio che gli elementi e i leaders della sedizione non solo mancano persino della competenza minima per far parte del meno importante di questi posti, ma si dovranno aspettare processi e condanne… sono traditori che possono essere solo definiti ‘la quinta colonna del nemico’”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
30 Aprile 2013

 

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