martedì, Novembre 29, 2022
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Iran: U.S.A vuole inserire i guardiani della rivoluzione nella blak list

di Philippe Bolopion

ImageLe Mondeì, 16 agosto  – Il governo americano ha l’intenzione di mettere i guardiani della rivoluzione islamica – il ramo ideologico dell’esercito iraniano – sul suo elenco delle organizzazioni terroristiche, ha riportato, mercoledì 15 agosto, la stampa americana. L’avviso, non reso ufficiale, sembra destinato ad aumentare la pressione su Teheran ed i suoi partner commerciali. Segnala che gli Stati Uniti perdono pazienza nella ricerca di una soluzione multilaterale con i loro partner europei all’ONU, dove la Russia e la Cina si oppongono a sanzioni troppo rigorose contro l’Iran.

L’inserimento dei guardiani della rivoluzione (Pasdaran) sull’elenco delle organizzazioni terroristiche permetterebbe al tesoro americano di congelare tutti i fondi controllati dalle numerose società che sono loro affiliate. La decisione dissuaderebbe soprattutto le imprese straniere da fare commercio con quest’ultimi, sotto pena di esporsi a sanzioni americane. Forti almeno di 125.000 uomini, Pasdaran è stato creato nel 1979 da Khomeiny, per proteggere la nuova Repubblica Islamica con la loro marina, la loro aviazione, le loro forze speciali, le loro prigioni ed i loro servizi di informazioni.

 Il presidente Mahmoud Ahmadinejad è passato per le loro file ed "esistono prove molto affidabili che la sua elezione è stata direttamente dovuta ai guardiani della rivoluzione", spiega Abbas Milani, direttore degli studi iraniani all’università di Stanford. Vero "Stato nello Stato", hanno costituito quest’ultimi anni "una rete incredibilmente potente di imprese che operano in quasi tutte le sfere e sono presenti su tutti i grandi contratti, come la metropolitana di Teheran o la sicurezza dell’aeroporto e dei mercati di molti miliardi di dollari nel petrolio ed il gas", spiega il sig. Milani. L’inserire sull’elenco terroristico metterebbe, secondo il professore, "l’America su una strada di collisione, giuridica almeno, con molte imprese europee e straniere che fanno commercio con quest’organizzazioni".

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