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Iran – Usa : Un colpo finanziario per l’Iran?

ImageGli STATI UNITI stanno preparando una nuova strategia per sottoporre a pressioni l’Iran riguardo al programma nucleare: bersagliando le banche e le aziende con cui intrattengono relazioni commerciali.
Elaine Shannon

The Time – Obiettivo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è che l’Iran abbandoni le proprie attività nucleari. In un rapporto del responsabile nucleare Mohamed El Baradei, i funzionari degli STATI UNITI stanno tracciando un programma per colpire il regime. Gli attacchi saranno di tipo finanziario e non militari.

Gli STATI UNITI ed i relativi alleati europei il mese prossimo chiederanno al Consiglio una risoluzione che possa aprire la strada a sanzioni politiche ed economiche. Se, come previsto, la Russia e la Cina minacciano il veto, gli STATI UNITI intendono lavorare fuori delle Nazioni Unite per isolare “diplomaticamente ed economicamente” Teheran, ha detto il Sotto segretario di Stato Nicholas Burns la settimana scorsa. 
"I paesi che commerciano con Iran… devono cominciare a ripensare ai loro stessi rapporti commerciali." 
Fra i primi obiettivi del programma: 

 
Clientelismi ed istituzioni finanziarie iraniane in Europa. Il Segretario di Stato Condoleezza Rice la settimana scorsa è venuta in contatto con i ministri delle finanze di Gran Bretagna Germania, paesi in cui, secondo uno studio del Ministero del Tesoro degli STATI UNITI, risiedono le banche del governo iraniano da cui partono le branche che maneggiano i capitali prodotti dal commercio del petrolio. 
Gli STATI UNITI desiderano che le banche non-Iraniane smettano di facilitare il flusso di capitali verso Teheran. Un funzionario di Stato addetto alla soluzione del problema e all’investigazione di una nuova strategia ha riferito al TIME: "E’ possibile che le banche e le istituzioni finanziarie si convincano a non trattare con gli iraniani, perché sono preoccupate per la loro stessa reputazione." 

 
L’Iran ha sostituito alcuni clienti dall’Europa ai paesi del golfo persico in previsione di una “pressione” dai governi occidentali.  Il Sotto Segretario di Stato Robert Joseph ha viaggiato in sette paesi del Medio Oriente agli inizi di questo mese per discutere con i vari rappresentati di governo riguardo "quello che possiamo fare insieme per interrompere le attività di proliferazione". Le limitazioni finanziarie "possono avere un effetto sulla capacità dell’Iran di acquistare più tecnologia e conoscenze dall’estero." Un altro movimento possibile è una campagna di smobilizzazione simile a quella usata contro la segregazione in Sud Africa.  Uno studio del Gruppo Conflict Securities Advisory, un istituzione di Washington, sostenuta da Dipartimento di Stato ha trovato che 124 aziende europee commerciano pubblicamente con l’Iran e che le sedi europee stanno finanziando significativamente lo sviluppo dei progetti per l’energia nucleare e per le telecomunicazioni. 
Una campagna di mobilizzazione potrebbe essere difficile. Ma alcuni funzionari degli STATI UNITI sperano che mentre la sola coscienza non può essere convincente per le ditte nel rinunciare all’Iran, la minaccia di un pericolo imminente invece potrebbe. 

Da un articolo del TIME del 01 maggio, 2006

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