venerdì, Gennaio 27, 2023
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Iran: una donna curda sta perdendo la vista in una prigione iraniana

AMNESTY INTERNATIONAL – AZIONE URGENTE

Zeynab Jalalian, membro della minoranza curda iraniana, che attualmente sta scontando una condanna all’ergastolo nella prigione di Kermanshah, nell’Iran occidentale, rischia di perdere la vista e necessita di cure mediche urgenti.

 

Zeynab Jalalian accusa problemi agli occhi da molti anni, probabilmente a causa delle percosse subite durante gli interrogatori delle autorità iraniane. Le sue condizioni di salute sono peggiorate e potrebbe perdere la vista. L’8 Aprile è stata trasferita all’infermeria della prigione ammanettata e incatenata per ricevere alcune cure agli occhi, ma le autorità della prigione si sono ripetutamente rifiutate di permetterle l’accesso ad un medico oculista specializzato fuori della prigione di Kermanshah. Non è chiaro se l’infermeria della prigione sia in grado di fornire a Zeynab Jalalian le cure mediche di cui ha bisogno.

Zeynab Jalalian era stata condannata a morte per “inimicizia verso Dio” (moharebeh) a Gennaio 2009 dal Tribunale Rivoluzionario di Kermanshah, per la sua presunta appartenenza al Partito per la Libertà del Kurdistan (PJAK), un gruppo armato curdo di opposizione. Prima della condanna aveva passato otto mesi in custodia cautelare in una struttura detentiva del Ministero dell’Intelligence, dove ha detto di essere stata torturata. Non le è stato concesso l’accesso ad un legale durante il processo che, ha detto, è durato solo pochi minuti. La condanna a morte di Zeynab Jalalian è stata commutata in ergastolo alla fine di Novembre 2011. 

La famiglia di Zeynab Jalalian non ha potuto farle visita per più di un anno e le sono stati concessi solo due minuti di conversazione telefonica con lei una volta alla settimana.

Zeynab Jalalian ha ufficialmente chiesto un congedo dalla prigione a Gennaio 2014, ma ha detto che le autorità iraniane le hanno chiesto di rendere una falsa “confessione” televisiva, che poteva essere un prerequisito al congedo, ma lei si è rifiutata di farlo.

 

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