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Iran: L’esecuzione di circa 800 prigionieri nel primo anno di presidenza Rouhani, rivela l’illusione della “moderazione” del regime

CNRI – I boia del regime iraniano hanno impiccato martedì un gruppo di sei detenuti nella prigione principale della città di Urumiyeh.

 

I sei uomini, Farmarz Pashaei, Abdolvahab Dalir, Parviz Nik-Khoy, Abdulkarim Hercoli, Naghd-ali Rajaei e Rashid Moradi, erano originiari delle città di Salmas, Urumiyeh e Naghadeh. Tre di loro sono stati impiccati nonostante stessero scontando una condanna a vita.

Prima di questi, altri sei prigionieri sono stati impiccati il 14 Giugno, primo anniversario della presidenza di Rouhani. Le vittime, Hamed Aghaei, Saeed Varmazyari, Ibrahim Dalaei-Milan e Arash Ahmad-doosh, sono state tutte impiccate nella prigione di Urumiyeh. 

La famiglia di Farmarz Pashaei, impiccato per traffico di droga, ha espresso la sua opposizione al regime. E’ normale per il regime giustiziare i prigionieri politici per presunti reati legati alla droga.

L’alto tasso di esecuzioni arbitrarie e di gruppo in Iran nell’ultimo anno, dimostra che la cosiddetta “moderazione” del regime iraniano non è nient’altro che un miraggio.

Le circa 800 esecuzioni registrate nel primo anno di presidenza di Hassan Rouhani e la sua sfacciata difesa di questa atrocità, dimostrano che la sua unica missione è quella di preservare un regime medievale che cadrebbe rapidamente se abbandonasse le esecuzioni, la repressione e i massacri.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

19 Giugno 2014

 

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