domenica, Dicembre 4, 2022
HomeNotizieIran NewsIran: Un immigrato afghano torturato a morte dagli agenti del regime a...

Iran: Un immigrato afghano torturato a morte dagli agenti del regime a Yazd  

CNRI – Secondo  alcune notizie giunteci dall’Iran, un giovane migrante afghano è stato ucciso sotto tortura dagli ispettori della polizia del regime nella città di Yazd, Iran centrale, mentre cercavano di estorcergli una confessione.

Ehsanollah Ehsani, 20 anni, era stato arrestato il 13 Maggio a Yazd e in seguito è caduto in coma mentre era sotto tortura. Era stato ricoverato al Fatema Zahra Hospital il 18 Maggio dove è deceduto due giorni dopo, il 20 Maggio. 

Parlando della morte di suo fratello Yadollah Ehsani ha detto: “Mio fratello aveva solo 20 anni. Era stato arrestato cinque mesi fa con l’accusa di furto dalla polizia della città di Yazd. Ma quando abbiamo chiesto informazioni sul suo caso alla polizia, ci hanno detto che era innocente e che lo avrebbero rilasciato, ma lo hanno arrestato di nuovo per strada venerdì 13 Maggio”.

“Mio padre è andato in tutte le stazioni di polizia di Yazd fino a che ha scoperto che era trattenuto nell’ufficio investigativo, ma non gli hanno concesso di vederlo”, ha aggiunto. “Gli agenti hanno detto a mio padre che al momento dell’arresto avevano scoperto Ehsanollah in possesso di una  pistola elettrica stordente. Ma io ho chiesto ad un amico che era con lui in quel momento e mi ha detto che non aveva nessuna arma. Qualcuno lo aveva chiamato dicendo di avere una una pistola stordente, mio fratello ci era andato ed era stato arrestato”. 

“Mio fratello ha chiamato una volta mio padre dal carcere dicendogli che sotto tortura aveva confessato cose che non aveva fatto. Gli avevano detto di confessare o lo avrebbero ammazzato”.

Parlando dei segni delle torture e dei pestaggi subiti da suo fratello Yadollah ha detto: “I segni delle torture e dei pestaggi erano evidenti sulla faccia e sulla testa. I miei genitori lo hanno visto da dietro il vetro della sala di terapia intensiva. Da lì mio padre ha visto i lividi sulla sua faccia e mia madre le ferite alla testa”.

Venerdì mattina 20 Maggio i medici hanno informato i familiari di questo migrante afghano che il loro figlio era morto a causa “di un’emorragia cerebrale e della rottura del tessuto cardiaco provocate dai colpi ricevuti”.

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,421FollowersFollow