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Iran: Si è suicidato dandosi fuoco Omid Rashedi, capo degli affari amministrativi del sindacato di Ramshir, licenziato dopo aver rivelato le frodi di un elemento del regime

Il 24 Settembre è morto Omid Rashedi Amiri, un compatriota arabo del Khuzestan di 36 anni e padre di due figli, che si era dato fuoco il giorno precedente per protestare contro il suo licenziamento dal Municipio di Ramshir avvenuto a seguito di una disputa con il capo del sindacato cittadino. 

Rashedi, che aveva un master in contabilità e affari finanziari ed era il capo degli affari amministrativi del sindacato, poco tempo prima aveva rivelato le frodi commesse dal capo del sindacato, che è anche un elemento del regime. Quest’ultimo era stato reintegrato nella sua posizione dopo una breve detenzione, ma Omid Rashedi, che lavorava a progetto per il sindacato, era stato licenziato.

La crescente oppressione, la disoccupazione, la mancanza di una casa, i problemi sociali, le dipendenze e la prostituzione hanno portato ad un aumento dei suicidi e delle auto-immolazioni nelle città di tutta la nazione.

Il 30 Agosto Mansour Kayhani, insegnante in pensione e padre di quattro figli, stufo dei ricatti del regime per ottenere un permesso di costruzione per la sua casa, si è cosparso di benzina di fronte al palazzo del Governatore di Sanqar e si è dato fuoco, rimanendo ucciso.

Il 12 Luglio un operaio di un panificio di Mashhad si è dato fuoco dopo una discussione con il suo titolare.

Il 20 Maggio Zarrin Kamrani, originario del villaggio di Safiabad a Javanroud, si è dato fuoco perdendo la vita a causa della povertà in cui versava.

A metà Maggio, un operaio di 27 anni che lavorava nella fabbrica di Farasou, padre di un bambino di sei anni, è morto dopo essersi dato fuoco per protestare contro il suo licenziamento.

Il 7 Maggio una studentessa si è data fuoco nel parcheggio del dipartimento di scienze umane della Libera Università Islamica di Shiraz-Pardis in segno di protesta.

Il 4 Maggio Farinaz Khosravani, con una laurea in scienze informatiche si è gettata dal quarto piano di un albergo per sfuggire all’aggressione di un agente dell’intelligence del regime iraniano, rimanendo uccisa.

Il 27 Aprile Ali Akbari, 45 anni impiegato nell’azienda Daroupakhsh e padre di quattro figli, si è gettato dal quarto piano della fabbrica per porre fine alla sua miserabile vita. Si è suicidato perché non riusciva a pagare le enormi spese delle cure mediche per suo figlio (agenzia di stampa di stato ILNA – 27 Aprile 2015).

Il 21 Aprile Hamid Farokhi Diezej Malek, 43 anni e padre di tre figli, un povero venditore ambulante ha perso la vita per la gravità delle ustioni riportate. Si era dato fuoco di fronte al Municipio dell’8° Distretto il 13 Aprile per protestare contro la confisca delle sue povere cose da parte delle forze del regime iraniano.

Il 22 Marzo Younes Asakereh, un operaio di 31 anni, padre di due bambini e compatriota arabo di Khorramshahr, ha perso la vita. Dieci giorni prima si era dato fuoco per protestare contro i ripetuti attacchi delle forze di repressione alla sua bancarella, che gli impedivano di lavorare.

Il 21 Marzo Abdolkarim Ahmadi, un operaio di Divandarreh, si è impiccato all’età di 60 anni. Non era in grado di provvedere alle necessità fondamentali della sua famiglia e si è tolto la vita dopo anni di privazioni.

I lavoratori iraniani soffrono per la povertà, la fame e la disoccupazione mentre le grandi ricchezze dell’Iran vengono spese per la repressione interna, per le politiche anti-nazionalistiche sull’esportazione del terrorismo, per fomentare le guerre nella regione e per le armi di distruzione di massa, oppure vengono saccheggiate dai leaders del regime.

Fintantoché il regime del velayat-e faqih resterà al potere, il destino dei poveri non sarà altro che repressione, povertà, fame, prostituzione e dipendenze. L’unica soluzione per porre fine a questa tirannia e all’oppressione è abbattere questo disumano regime dei mullah e ristabilire la democrazia in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

26 Settembre 2015

 

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