mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Iran: Rouhani è uno degli alti funzionari coinvolti nello sviluppo della bomba atomica, nell’esecuzione di 120.000 prigionieri politici, nelle guerre e nei massacri in tutta la regione

Buttate fuori Rouhani dall’ONU. La sua presenza è contraria alla pace, ai diritti umani ed è una violazione degli ideali che stanno alla base della creazione delle Nazioni Unite

Deve essere processato per crimini contro l’umanità

La Resistenza Iraniana condanna energicamente la presenza di Rouhani, presidente del fascismo religioso al potere in Iran, a New York e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Rouhani è uno degli alti funzionari coinvolti nella produzione della bomba atomica, nell’esecuzione di 120.000 prigionieri politici, nelle guerre e nei massacri in tutta la regione.

Questo regime non rappresenta il popolo iraniano e i suoi leaders, di qualunque fazione, devono essere processati per crimini contro l’umanità in Iran. 

Il seggio dell’Iran alle Nazioni Unite dovrebbe essere dato al popolo iraniano e alla sua legittima resistenza.

Consentire qualunque intervento del regime iraniano nella risoluzione della terribile crisi siriana e mostrare flessibilità verso il dittatore siriano, aggraverà la crisi, prolungherà ed estenderà il conflitto.

Il fascismo religioso al potere in Iran non è mai la soluzione alle crisi che esso stesso ha creato. Ignorare le atrocità commesse dal regime iraniano in Siria, che ricoprono di vergogna l’umanità contemporanea, metterà ulteriormente in pericolo la pace e la sicurezza.

L’elemento principale che ha scacciato più della metà del popolo siriano dalla sua casa e che ha creato l’ondata di migranti verso l’Europa, sono le atrocità commesse da Bashar Assad, dal regime iraniano e dalla forza terroristica Qods.

Rouhani, che cerca di nascondere il suo carattere ingannevole sotto una maschera di “moderazione”, non ha altra missione se non quella di preservare il velayat-e faqih e ritardare la sua caduta. Egli rappresenta un regime che il popolo ha ribattezzato “il Padrino dell’ISIS”.  

Per quanto riguarda le politiche fondamentali di questo regime, vale a dire la repressione, l’acquisizione della bomba atomica, l’interventismo nella regione, Rouhani non è diverso da qualunque altra fazione interna al regime. Il suo Consiglio dei Ministri ha avuto un ruolo decisivo nella guerra, nella repressione e nell’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo.

Rouhani ha al suo attivo 2000 esecuzioni compiute nei due anni della sua carica e non ha espresso nessuna opposizione verso il crescente numero di esecuzioni e l’applicazione di pene barbare come l’amputazione degli arti o l’accecamento. Ma invece, riguardo alle persone giustiziate ha dichiarato: “Comunque la legge le ha condannati e sono state punite e questo non ha nulla a che fare con noi. O è una norma di Dio o una legge approvata dal parlamento… noi l’applichiamo soltanto”.

Durante il mandato di Rouhani, la repressione dell’opposizione politica, degli attivisti per i diritti umani, dei difensori dei diritti dei lavoratori, delle donne, degli insegnanti, degli avvocati, dei giornalisti e degli attivisti su internet… si è intensificata. I prigionieri politici non vengono liberati neanche dopo aver scontato la loro pena. I casi di omicidio sotto tortura, di prigionieri tormentati a morte o assassinati e di morti sospette in carcere continuano incessanti.

Intanto la repressione delle donne ha raggiunto nuove dimensioni. Le giovani donne e le ragazze sono vittime di aggressioni con l’acido perpetrate con la scusa che sono “mal velate”, con una malvagità senza pari, da bande di assassini organizzate dallo stato. La repressione e i pregiudizi verso le donne, istituzionalizzate dalle leggi di questo regime, si sono diffusi grazie i piani di segregazione sessuale e l’applicazione della legge repressiva sulla “castità e il velo obbligatorio”.

I membri e i seguaci delle minoranze etniche e religiose sono sotto pressione come mai prima. La repressione dei musulmani sunniti si è intensificata e il loro unico luogo di culto a Tehran è stato demolito. Le irruzioni nelle chiese domestiche, l’arresto dei cristiani, la distruzione dei cimiteri Baha’i, il divieto per i Baha’i di seppellire i loro morti nei cimiteri e quello di frequentare le università, persistono e aumentano.

Il 22 Settembre Rouhani ha orgogliosamente parlato dell’ingerenza criminale praticata dal regime in Iraq e Siria, con la scusa di combattere il terrorismo: “Come in Iraq e in Siria, dove abbiamo aiutato i loro eserciti e i loro governi a combattere il terrorismo, su richiesta dei loro governi, se, Dio non voglia, i terroristi dovessero scatenarsi in altri paesi vicini, quei paesi potranno sempre riporre le loro speranze nell’esercito persiano, nelle guardie rivoluzionarie e nei Basij”. Il giorno dopo, parlando dell’ingerenza del regime in Iraq ha precisato: “Noi non abbiamo chiesto il permesso di nessuno per questo, né lo faremo”.

Da molto tempo Rouhani è uno degli principali esponenti del regime coinvolti nell’occultamento dei suoi progetti atomici. Parlando al ministero della difesa del regime il 22 Agosto ha dichiarato in maniera inequivocabile che il regime non rispetterà la Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU: “Questa risoluzione non ostacola il nostro lavoro. Noi compriamo e compreremo armi ovunque lo riterremo opportuno e non aspetteremo nessuno, non chiederemo il permesso o l’approvazione di nessuno, né guarderemo a nessuna risoluzione” e “ se riterremo necessario vendere armi, le venderemo senza alcun riguardo verso nessuna risoluzione. Noi venderemo le nostre armi”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

27 Settembre 2015

 

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