mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Iran: Rouhani, presidente del fascismo religioso, a New York difende strenuamente le atrocità di Assad

Il mullah Rouhani, presidente del fascismo religioso al potere in Iran, ha orribilmente avallato le atrocità di Bashar Assad all’Assemblea Generale e nelle sue altre dichiarazioni fatte a New York. Ha dipinto la letale ingerenza del regime nella regione, come lotta al terrorismo.

Questa impudente difesa del più grosso crimine del secolo, specialmente in un luogo in cui domina la diplomazia, dimostra ancora una volta che Rouhani non è diverso da Khamenei o da altre fazioni di questo fascismo religioso quando si tratta delle politiche fondamentali di questo regime come l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo, un’opinione che la Resistenza Iraniana ha espresso sin dal primo giorno.

Il presidente di un regime la cui politica estera si basa sull’esportazione del terrorismo, sul fomentare le guerre, sui rapimenti e sui ricatti, ha dichiarato all’Assemblea Generale dell’ONU: “Noi proponiamo che …. a nessun paese venga consentito di usare il terrorismo per intervenire negli affari di altri paesi….. Come abbiamo aiutato a creare la democrazia in Iraq e in Afghanistan, siamo pronti a contribuire per riportare la democrazia anche in Siria e nello Yemen…. possiamo ora ideare un piano per risolvere i problemi di un Medio Oriente distrutto e stretto negli artigli della brutalità e della ferocia”.

Il presidente di un regime la cui sopravvivenza, come ammesso dai suoi stessi leaders, è legata alla sopravvivenza del dittatore siriano, in un’intervista alla CNN il 28 Settembre ha detto: “In Siria, dove il nostro primo obbiettivo è cacciare i terroristi e combattere i terroristi per sconfiggerli, non abbiamo altra soluzione se non rafforzare l’autorità centrale, il governo centrale del paese, quale sede centrale del potere… Credo che oggi tutti abbiano accettato il fatto che il presidente Assad deve restare perché noi si possa combattere i terroristi”. Quando gli è stato chiesto perché il suo regime sta appoggiando un uomo che “ha ucciso 250.000 persone del suo stesso popolo, che ha costretto 10 milioni di persone ad andare in giro per il paese in cerca di salvezza, a lasciare il paese…. un uomo che, a detta di molti, è responsabile più di tutti della nascita dell’ISIS (o Daesh)”, ha risposto: “Questa è l’interpretazione degli Stati Uniti e dell’Occidente”. Parlando dell’appoggio della Siria al regime durante la guerra con l’Iraq ha detto: “La Siria nella regione è considerata, ed è, uno dei nostri più vecchi amici”.

L’Associated Press ha parlato della conferenza stampa che si è svolta il 25 Settembre a New York: “Rouhani ha difeso il governo del presidente Bashar Assad dalle accuse di brutalità contro i suoi oppositori. Ha negato di essere al corrente dell’utilizzo di ‘barili bomba’ contro i civili nella guerra civile siriana, ma ha fatto intendere che Damasco (Bashar Assad) ha il diritto di utilizzare tutto ciò che ha a sua disposizione per combattere i terroristi”. Ha poi precisato che “le potenze mondiali sbagliavano a cercare di tenere l’Iran fuori dalla discussione su come affrontare la minaccia (dell’ISIS)”. Queste sono le dichiarazioni del presidente di un regime che il popolo iraniano chiama “il Padrino dell’ISIS” e che le nazioni della regione hanno ribattezzato “Abu Daesh (il Padre dell’ISIS)”.

Nonostante sia di pubblico dominio che oltre il 90% dei rifugiati siriani è fuggito dai bombardamenti di Assad, dalle sue misure repressive o dagli arruolamenti forzati nel suo esercito, Rouhani ha detto in un’intervista alla CBS, prima del suo viaggio a New York: “Vede, in una nazione in cui larga parte del paese è stata occupata dei terroristi e in cui avvengono enormi spargimenti di sangue, in cui milioni di persone sono state sfollate, com’è possibile per noi combattere i terroristi in questo paese senza appoggiare ed aiutare il governo di questo paese? Come possiamo combattere i terroristi senza la presenza del governo?”

Queste sono le dichiarazioni del rappresentante di un regime le cui le guardie rivoluzionarie e i loro complici hanno inondato di sangue la regione, dall’Iraq, al Libano, allo Yemen e che è il primo responsabile del massacro di diverse migliaia di persone innocenti in Siria e in Iraq, nonché di aver scacciato metà della popolazione siriana e milioni di iracheni dalle loro case.

Permettere che il regime iraniano venga coinvolto nella terribile crisi in Siria e mancare di fermezza verso il tiranno siriano aggraverà questa crisi e prolungherà, estendendolo, il conflitto. Il regime iraniano non è mai la soluzione ad una crisi che esso stesso ha creato. La ragione principale della migrazione di oltre la metà del popolo siriano e della marea di rifugiati verso l’Europa, sono i crimini commessi da Bashar Assad, dal regime iraniano e dalla forza terroristica Qods.

Il regime iraniano vede la sua sopravvivenza nella sopravvivenza del regime di Assad. Khamenei ha sottolineato più volte che la Siria è il fronte strategico del regime e che Assad dovrà essere sostenuto fino alla fine.

Shamkhani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale del regime, alla cerimonia funebre del brigadiere generale dell’IRGC Taqavi, il 29 Dicembre 2014, ha dichiarato: “Dei pettegoli pazzi dicono in questi giorni ‘ma che c’importa di quello che succede in Iraq e in Siria?’ Se non combattiamo in Iraq e in Siria, se persone come Taqavi non spargono il loro sangue a Samarra, dovremo spargere il nostro sangue in Sistan, in Azerbaijan, a Shiraz ed Esfahan. Taqavi e quelli come lui, versano il loro sangue oggi perché noi non dobbiamo versare il nostro sangue a Tehran. Noi dobbiamo difendere e versare il nostro sangue a Samarra”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

30 Settembre 2015

 

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