mercoledì, Novembre 30, 2022
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Il Segretario dell’ONU: “Nessun miglioramento nei diritti umani in Iran con Rouhani”

CNRI – Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha criticato l’Iran per le sue massicce violazioni dei diritti umani, nel suo rapporto alla 70a sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU.

In concomitanza con la presenza del presidente del regime Hassan Rouhani a New York, il Segretario dell’ONU ha parlato delle moltissime violazioni dei diritti umani, commesse in Iran nell’ultimo anno, nel suo rapporto annuale all’Assemblea Generale di venerdì 25 Settembre.

“C’è stata un costante trend in ascesa nel numero delle esecuzioni dal 2008 al 2015, con un picco di almeno 750 nel 2014”, afferma il rapporto.

In risposta alle argomentazioni del regime iraniano, secondo il quale le esecuzioni costituiscono una misura preventiva contro il traffico di droga, il rapporto afferma: “Dato il costante trend in ascesa del numero delle esecuzioni negli ultimi anni, il Segretario Generale contesta l’efficacia della pena di morte quale deterrente e sollecita la Repubblica Islamica dell’Iran a cercare soluzioni alternative che rispettino gli standards e le leggi internazionali sui diritti umani”,

“Il Comitato per i Diritti Umani, che supervisiona l’applicazione del Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici, del quale la Repubblica Islamica dell’Iran è  firmatario sin dal 1975, ha ripetutamente sottolineato che la pena capitale per i reati legati al narco-traffico non risponde ai requisiti dei “crimini gravissimi” secondo l’articolo 6 del Patto, che la giurisprudenza internazionale sui diritti umani ha ravvisato nell’omicidio o nell’omicidio volontario”.

“Questa interpretazione è stata ribadita dal Segretario Generale, dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, dall’Inviato Speciale sulle Esecuzioni extra-giudiziali, sommarie o arbitrarie, i quali hanno inoltre sottolineato che i reati legati al narco-traffico che non implichino l’omicidio volontario, non rientrano in questa casistica”.

“Anche l’Ufficio delle Nazioni Unite sugli Stupefacenti e il Crimine ha espresso la sua grave preoccupazione per il fatto che i reati legati alla droga vengano qualificati come “crimini gravissimi”, nei suoi colloqui ad alto livello con alti funzionari iraniani….. Il Segretario Generale è preoccupato che la pena capitale venga utilizzata per crimini che non rientrano in questa casistica”.

Il Segretario Ban Ki-moon ha precisato che Tehran non è riuscita a rendere pubblicamente disponibili  “i dati ufficiali sui bambini in conflitto con la legge, in particolare su quelli a rischio di esecuzione”.

“Ciononostante, come nel 2014, si è avuta notizia di 160 minorenni a rischio di esecuzione,  almeno 13 sembra siano stati giustiziati nel 2014 e 1 nel 2015”.

Il Segretario Ban Ki-moon ha dichiarato che le esecuzioni pubbliche che avvengono in Iran hanno “un effetto disumanizzante”.

Il rapporto parla anche dei casi di flagranti violazioni dei diritti delle donne. “Si stima che oltre 2,9 milioni di donne abbiano ricevuto ammonimenti per non aver osservato il dress code, tra Marzo 2013 e Marzo 2014”.

“C’è stata una netta diminuzione del numero delle donne impiegate, da 3.691.000 nel 2006 a 3.145.000 nel 2015, una perdita media di 100.000 posti di lavoro da un anno all’altro”, afferma il rapporto.

Nel rapporto vengono anche evidenziate la censura di stato e l’imposizione di limitazioni ai media, i filtri su internet, la minaccia alla libertà di espressione, le pressioni alle associazioni dei lavoratori, i pregiudizi verso le minoranze etniche e religiose, l’arresto degli attivisti per i diritti umani e le esecuzioni pubbliche.

“Il Gruppo di Lavoro sulle Sparizioni Forzate o Non-volontarie ha riferito di aver trasmesso 537 casi al Governo, dalla sua creazione e che 518 restano ancora irrisolti”.

Il Segretario Generale è profondamente turbato dal numero crescente di esecuzioni e reitera il suo appello al Governo perché introduca una moratoria all’utilizzo della pena di morte e proibisca le esecuzioni dei delinquenti minorenni in qualunque circostanza”.

“Il Segretario Generale esorta il Governo a dare spazio ai difensori dei diritti umani, agli avvocati, ai giornalisti e a rilasciare i prigionieri politici, tra cui vi sono avvocati e difensori dei diritti umani detenuti esclusivamente per aver legittimamente esercitato il loro diritto alla libertà di espressione, di associazione e di pacifica assemblea”, aggiunge il rapporto.

 

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