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IRAN: Prigionieri politici impiccati alla vigilia della visita di Rouhani in Europa

La Resistenza Iraniana chiede alla comunità internazionale e ai difensori dei diritti umani di condannare la criminale esecuzione del prigioniero politico derviscio Fardin Hosseini.

La sua esecuzione è avvenuta in segreto nel carcere di Kermanshah il 21 Gennaio mentre Rouhani, il demagogo presidente del regime iraniano, si apprestava a recarsi in Italia, in Vaticano e in Francia. Questa esecuzione rende la visita di Rouhani oltremodo illegittima e l’incriminazione di Rouhani per gravi violazioni dei diritti umani doppiamente necessaria. L’esecuzione di oltre 2200 detenuti, tra cui i seguaci di varie fedi e religioni, rientra nell’infame dossier di due anni e mezzo di presidenza Rouhani. Rouhani, insieme agli altri leaders di questo regime, deve affrontare la giustizia per tutti i suoi crimini, in particolare per crimini contro l’umanità per aver giustiziato 120.000 prigionieri politici.

Fardin Hosseini era costantemente sottoposto a  torture ed interrogatori nelle celle del ministero dell’intelligence e nelle carceri medievali di Qom, Dieselabad a Kermanshah, e a  Gohardasht (Rajai Shahr). I suoi aguzzini avevano anche arrestato e torturato i suoi familiari, per ottenere da lui una falsa confessione.

Hosseini in una lettera inviata ad Amnesty International e all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran a Giugno 2015, aveva scritto: “Mi è stato detto molte volte dai miei aguzzini che se confermo le accuse contro di me durante i  miei interrogatori e se confesso e confermo queste false accuse di fronte alla corte, loro pagheranno una grossa somma di denaro a me e ai miei figli, mi trasferiranno in qualunque posto del mondo io voglia e mi proteggeranno… tutta questa calamità è accaduta solo per il mio credo.

Molte volte Hosseini aveva chiesto un’udienza pubblica con la partecipazione dei media, ma il regime iraniano non aveva mai accettato la sua richiesta.

La magistratura del regime iraniano aveva accusato Fardin Hosseini dell’uccisione del mullah Sabaei, l’ex-imam della preghiera del venerdì di Savejbolaq, avvenuta a metà Giugno 2007, ma lui aveva sempre respinto le accuse. Sabaei, che lavorava sotto la supervisione del mullah Mohammadi Gilani, era coinvolto nell’emissione dei condanne a morte e nel massacro dei prigionieri politici giustiziati nel 1981.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

26 Gennaio 2016

 

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