sabato, Novembre 26, 2022
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Iran: Prevedibile reazione di Tehran dopo che Bush ha messo nella lista nera IRGC

di Alireza Jafarzadeh
ImageFoxNews, 02 novembre – Era più che prevedibile la reazione di Tehran e dei suoi apologeti Trans-atlantici dopo la decisione presa dall’amministrazione Bush il 25 Ottobre di inserire nella lista nera  il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC), il Qod Force e una dozzina di altre proliferazioni dell’IRGC e di affiliati al terrorismo.Scosso dalle strategiche ramificazioni sia politiche che economiche di queste affermazioni –comprese molto meglio a Tehran che in molti dei circoli politici di Washington- il Leader supremo del regime religioso, Alì Khamenei , è apparso il pubblico in 31 Ottobre per placare l’ansia della loro base ideologica che si andava restringendo.

Allo stesso tempo, sono comparse le solite affermazioni pompose e belligeranti da parte del protetto di Khomenei, Mahmoud Ahmadinejad  e dei capi dell’IRGC.
Con una minaccia finemente velata rivolta ai partecipanti demoralizzati, Ahmadinejad ha detto che “milioni di iraniani sarebbero pronti a sacrificarsi combattendo i nemici del paese.”

Ali Fadavi, vice capo delle forze marittime dell’IRGC, ha avvertito che le forze dell’IRGC sono state addestrate per attuare delle operazioni suicide nel Golfo Persico “ se necessario.. questo è lo spirito che sta prevalendo nelle Guardie rivoluzionarie”,ha detto.

Frattanto, senza sorpresa, l’opposizione democratica dell’Iran, il Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana (CNRI) e una schiera di vecchi anti-fondamentalisti e figure politiche dell’Iraq nazionale, compreso l’ex Primo Ministro Iyad Allawi, e il leader del Patto nazionale iracheno, il Dr. Adnan Al-Duleimi, hanno accolto con gioia la decisione di mettere nella lista nera l’IRGC  e i suoi affiliati.

L’eminente leader dell’opposizione iraniana, Maryam Rajavi, ha descritto il movimento come “ indispensabile per contrastare l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo nelle regioni del Medio Oriente, in particolare l’ingerenza del regime in Iraq e per impedire che il regime ottenga armi nucleari.” La Sig.ra Rajavi, eletta dall’CNRI come presidente per il periodo di transizione dopo che i mullah sono stati sconfitti, sottolinea che “ Questa è una chiara testimonianza e un preludio necessario per un cambiamento democratico in Iran.”

I dignitari iracheni hanno messo in evidenza che le sanzioni dovrebbero dimostrare efficacemente l’intenzione di limitare la campagna del Qod Force in Iraq.

Ma potrebbe? Assolutamente! è di dominio pubblico che l’IRGC ha espanso il suo ruolo ben oltre diventando il principale componente militare del regime degli ayatollah in un conglomerato finanziario e politico.
Ma quanto è esteso il sistema finanziario delle Guardie rivoluzionarie e quanto potrebbe incidere il crollo economico sul regime? Una veloce indagine riportata di recente riguardo all’IRGC ha dimostrato che infatti il suo ruolo nell’economia iraniana è stato enormemente sottostimato.

Nel corso degli anni, l’IRGC ha creato una rete di risorse finanziarie che non cadono sotto la supervisione e la contabilità del governo, in modo da celare le transizioni finanziarie dell’IRGC  e di altre attività sia in patria che all’estero.

La partecipazione dell’IRGC al commercio è aumentata drammaticamente con l’avvento al potere di Ahmadinejad . Oggi l’IRGC ha preso il controllo di alcuni dei settori più redditizi dell’economia iraniana, occupando più del 57% degli importi del paese, il 30% dei quali sono esportazione non di petrolio.
Questo lo rende capace di arrivare a un profitto di circa 5 miliardi annuali.

Nel Luglio 2006, 2 miliardi delle risorse del governo sono stati trasferiti per la Costruzione del Quartier Generale Khatam-al Anbia dell’IRGC.
Lo stesso anno, questa compagnia ha guadagnato più di 7miliardi mentre firmava tre grossi contratti per lavorare nel settore del petrolio e della benzina.

L’Ufficio del Leader supremo ha diretto le attività economiche delle Guardie rivoluzionarie.
Il budget rimane un segreto e non viene riportato da nessuna agenzia governativa.
Una compagnia,Hessan, è stata assunta dall’Ufficio di Khamenei e controlla gli assetti e i conti dell’IRGC.

In realtà, la maggior parte dei 40 miliardi dell’annuale commercio tra Unione Europea e  regime iraniano finisce nel forziere dell’IRGC, dei suoi affiliati e delle sue principali compagnie.
Quando l’UE tratta con l’Iran, molto probabilmente sta in realtà facendo affari con l’IRGC.

L’IRGC controlla più di 500 compagnie piccole e grandi con branche che si espandono in quattro continenti,soprattutto negli stati del Golfo Persico.
Nell’UAE ci sono 483 compagnie controllate dall’IRGC coinvolte in attività finalizzate all’importazione di elettrodomestici, a progetti per il petrolio e la benzina, al petrolio di contrabbando al di fuori dell’Iraq, al provvedere ai requisiti tecnici per progetti nucleari e per missili, per lavori stradali,la costruzione di porti,dighe ed edifici.

L’utilizzo illegale dei porti per importazioni ed esportazioni di contrabbando è tra le principali attività compiute dall’IRGC.
Secondo le informazioni che provengono dal regime, l’IRGC ha fondato 60 porti illegali nelle coste meridionali dell’Iran. È credibile che molti di questi porti dispongano di mezzi militari.

Secondo l’NCRI,alcune delle compagnie affiliate all’INGC  sono:Razmandegan, Razmjoo, National Bulding, Assicurazione dell’IRGC e le compagnie Bassij Ghorb, l’Istituto Kosaran, le basi di costruzione conosciute come Ghorbs nelle forze aeree ,navali ,di terra e l’intero staff dell’IRGC, la compagnia di Collaborazione dell’IRGC, L’Istituto Ta’min Aghlam, l’agenzia di viaggi Javan Seir Isar , l’Istituto Maskan, Koosha Ghodrat, le compagnie degli Affari e del Commercio iraniano e il Negar Nasr, il gruppo industriale Barman,Shahriyar, e le compagnie Atlas e Atlas Maritime.

Alcuni dei capi chiave dell’IRGC coinvolti nelle sue attività di business e di commercio sono:
1. IRGC Brig.Gen. Muhammad Khoda Bakhshi, coordinatore per la costruzione del Quartier generale Khatam-OL  Anbia
2. Mullah Hojjat Piri , vice coordinatore per la costruzione del Quartier generale Khatam-ol Anbia
3. IRGC Brig.Gen. Abdurreza Abedzadeh, vice comandante per la costruzione del Quartier generale Khatam-ol Anbia
4. Sardari( ingegnere),capo del gruppo di ingegneri per la costruzione del Quartier generale Khatam-ol Anbia
5. Mullah Ismaeel Sa’adat ,rappresentante di Khomenei per la costruzione del Quartier generale Khatam-ol Anbia

È  più che chiaro che se l’UE segue la direzione degli USA e ,oltre a supportare le sanzioni degli USA, supporta le misure punitive contro l’IRGC, si potrebbe fare molto per smantellare il progetto nucleare di Tehran e la sua macchina del terrore.

Al contrario di molte suggestioni, queste sanzioni mirate,come pure parte di una robusta offensiva diplomatica per offuscare le minacce che Tehran sta attuando, potrebbero prevenire un conflitto militare.
Cosa ancora più importante, queste sanzioni significano un chiaro allontanamento dalla disastrosa politica di accordi con gli ayatollah.
Finchè i mullah governeranno Tehran, l’Iran rimarrà nelle loro grinfie e l’intera regione andrà incontro a varie guerre.

Secondo un sondaggio Gallup del 31 Ottobre,gli americani considerano Tehran come la più grande minaccia alla stabilità mondiale.
E,secondo un’indagine interna segreta condotta dal regime iraniano, più del 90 % degli iraniani sono favorevoli a un cambiamento in Iran.

Per evitare una guerra, tuttavia, gli USA  e l’Europa dovrebbero trovare una soluzione al problema iraniano, contando sulla popolazione e sul movimento di opposizione democratico.
Non c’è nessuna necessità di appropriarsi di denaro, di procurarsi armi o di ottenere vantaggi sul campo.
È tempo per il Dipartimento di Stato di eliminare la definizione di terrorismo impressa ai principali gruppi di opposizione iraniani, il MEK  e l’NRCI.
Una maggioranza biparlamentare dei membri del Congresso hanno respinto quella definizione, che anzi è apparsa  come un gesto di amicizia nei confronti del regime iraniano.
È giunto il momento di agire!

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Alireza Jafarzadeh è un Analista degli Affari Esteri del Fox News Channel e l’autore del libro:”La minaccia dell’Iran:il Presidente Ahmadinejad e l’imminente crisi nucleare” ( Palgrave Macmillian ,2007).

Jafarzadeh ha rivelato la rete terroristica iraniana attiva in Iraq e i suoi campi di addestramento terroristici sin dal 2003.
È stato il primo a rendere nota l’esistenza della fonte di arricchimento di uranio a Nataz e di piombo ad Arak nell’Agosto del 2002.

Prima di collaborare con FOX, e fino all’Agosto del 2003, Jafarzadeh ha lavorato per una dozzina di anni come principale esponente nei congressi e come portavoce dei giornali per l’ufficio di rappresentanza in America  del parlamento iraniano in esilio, il Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana.

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