mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Iran: Permetteteci di non dimenticare di che cosa sono capaci i mullah iraniani

Di: Mostafa naderi
ImageAmnesty International martedì scorso( 19/8/08/) ha pubblicato un articolo in cui condanna il massacro di 30 mila prigionieri politici avvenuto nell'estate del 1988 da parte dei mullah del regime.La maggior parte delle vittime erano membri e sostenitori dell'Organizzazione del Popolo dei Mojahedin in Iran (PMOI/MEK).

L'articolo vuole risvegliare l'attenzione sulle potenzialità che la creazione di un simile massacro dovrebbe essere uan disperata necessità per il clero al governo.
Permetteteci di non dimenticare che le stesse persone che Amnesty International ritiene responsabili e che chiama "responsabili degli omicidi", sono ancora oggi al potere.

Per cominciare dai vertici abbiamo Ali Khamenei, l'attuale Capo Supremo che allora era presidente; Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, ora presidente del potente Consiglio di Spedizione e capo dell'Assemblea degli Esperti, era allora il portavoce del Majlis( parlamento) e deputato capo delle forze armate del regime iraniano; l'ex Ministro dell'Interno Mostafa Pour- Mohammadi era allora un membro di quella che veniva chiamata" Commissione della Morte" nell'estate del 1988- è stato recentemente sostituito da un personaggio controverso, Ali Kordan che ha falsificato il diploma dell'Università di Oxford per ottenere un voto di fiducia al Majlis.

L'ex presidente Mohammad Khatami, che un tempo ingenuamente l'Occidente pensava fosse un mullah moderato, è stato anch'egli coinvolto nel massacro. Era il Direttore degli Affari Culturali al Comando Generale delle Forze Armate. "Le leggi internazionali per i diritti umani chiedono che le autorità iraniane portino avanti delle indagini imparziali sulle violazioni del diritto alla vita come quelle che sono state commesse durante il "massacro in carcere"che è cominciato nel 1988 ed è continuato negli anni seguenti, e che identifichino e assicurino alla giustizia i responsabili.

Il fallimento di non averlo fatto nel momento e nel tempo in cui sono avvenuti gli omicidi, non può in alcun modo ridurre tale responsablità"; questo è un compito molto importante per Amnesty International, tuttavia non può avvenire sino a quando quelli che hanno commesso il massacro non vengono perseguitati. Cosa che non è avvenuta al momento debito. Ciò che inquieta maggiormente è un fatto per ora ignorato: le vittime delle esecuzioni di massa del 1988 erano membri e sostenitori del PMOI.

Forse è un incrocio bizzarro di eventi il fatto che quel tempo si sia protratto per ben due decadi, ma la stessa paura è ancora viva tra i mullah dei 3500 residenti ad Ashraf City ( patria dei membri del Pmoi in Iraq), tra queste persone che sono scappate per pochissimo e per pura fortuna alla "Commissione di Morte" nell'estate del 1988.
La storia non si deve ripetere. I membri del PMOI non devono attraversare nuovamente lo stesso inferno. E' solo prudente pensare che in Iraq oggi dove i mullah hanno la possibilità di provocare violenza, ci sia dietro la responsabilità della comunità internazionale, soprattutto quella delle forze americane che continuano a proteggere gli eserciti di questo barbaro regime, senza disarmarli.

Mostafa Naderi è un ex prigioniero politico che ha trascorso 12 anni in varie carceri del regime iraniano. Ha trascorso 5 anni della sia prigionia in isolamento ed è scappato per un soffio al massacro dei prigionieri politici del 1988 in Iran.
 

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