mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Iran: Per il dissidente Hakamian è iniziata la fine di Ahmadinejad

ImageMetroNews, 18 giugno – «È l’inizio della fine del regime fascista religioso degli Ayatollah e di Ahmadinejad in Iran»: le parole finalmente si colorano di speranza per Mahmoud Hakamian, segretario del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana (Cnri), che dall’Italia lotta per la libertà del suo popolo. Speranze che però, ci tiene a precisare, non hanno niente a che vedere con Moussavi, il candidato rivale di Ahmadinejad che chiede di invalidare il voto a causa dei brogli e di indire nuove elezioni.

Qual è il ruolo di Moussavi nelle proteste?

– Non va dimenticato che Mir Hossein Moussavi è l’ex primo ministro di Khomeini: nel 1988 furono uccisi 30 mila prigionieri politici e mandati a morire un milione di ragazzi nella guerra contro l’Iraq con il suo avallo. Quello che porta avanti Moussavi è solo una guerra tra potenti. I 4 candidati alle presidenziali sono stati scelti dal Consiglio dei Guardiani e lui stesso ha giurato fedeltà al Capo supremo del regime Ali Khamenei. Perché in tanti sono scesi in piazza nel suo nome? – Moussavi stesso ha in parte preso le distanze dai movimenti di piazza, invitando gli studenti a non protestare per lui. La realtà è che in Iran il 70% della popolazione è giovane e sono 4 anni che gli studenti cercavano un pretesto per combattere contro il regime teocratico. Le elezioni sono state solo la scintilla, anche perché gli iraniani sapevano da tempo che sarebbero state una farsa. Ma neanche Moussavi può fermare i giovani iraniani. Perché sono andati in tanti a votare allora? – Il quartier generale dell’organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (PMOI) all’interno del Paese ha annunciato che secondo i loro rapporti l’affluenza alle urne è stata di appena il 15%, meno di 8 milioni di elettori, ben distante da quella ufficiale. A maggio è partito un ordine dal capo supremo Khamenei per far annunciare una partecipazione di 35 milioni di elettori e per dichiarare Ahmadinejad vincitore al primo turno. Cosa chiedete alla comunità internazionale? – Di fare pressioni, anche economiche, sul regime. L’Iran esporta petrolio, ma importa tutta la benzina di cui ha bisogno. L’Occidente potrebbe chiudere i rubinetti. (VALERIA BOBBI, foto Ap)

 

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