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Iran: Nessuno tocchi Caino, sotto Rohani già 2.277 impiccati

Gennaio 25 By Emiliana Favaloro

Martedì mattina, alle 8 alla Farnesina, è previsto un colloquio tra il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il suo omologo di Teheran, Mohammad Javad Zarif, che accompagna Rohani a Roma nella sua visita di Stato. Alle 19 invece sarà il turno della visita ufficiale a Palazzo Chigi, dove incontrerà in un bilaterale il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi.

Si discuteranno le roadmap di collaborazione con Roma e Parigi Rohani ha quindi annunciato la firma di due importanti documenti durante la sua visita di quattro giorni, precisando che i settori interessati saranno quelli del trasporto aereo, della rete ferroviaria, dell’industria automobilistica e del rinnovo della flotta dell’aviazione iraniana.

Il viaggio del presidente iraniano in Italia e Francia giunge in un momento cruciale per la Repubblica islamica che dopo anni di sanzioni legate al programma nucleare iraniano sta entrando ufficialmente nel quadro dei mercati internazionali, riproponendosi inoltre quale attore fondamentale non solo economico, ma anche diplomatico nella regione mediorientale.

Secondo quanto riportato in queste ore dal Financial Times ammonterebbe a 17 miliardi il volume d’affari degli accordi che Italia e Iran si apprestano a firmare tra oggi e domani. D’altra parte l’obiettivo dell’Italia è riportare l’interscambio con l’Iran ai livelli del 2010, ovvero a 7 miliardi di euro e l’export a 2,5 miliardi entro il 2018. Il comparto è stato anche quello che più ha risentito del peso delle sanzioni contro Teheran. Intervistato dai media iraniani, il presidente della Banca centrale iraniana, Vaiollah Seif, ha rivelato che circa 28 miliardi di dollari confluiranno nella Banca centrale, mentre i restanti 4 miliardi verranno trasferiti al ministero del Tesoro e saranno a disposizione del governo. Al Forum è prevista anche la partecipazione del ministro dell’Economia Federica Guidi, dell’Agricoltura Maurizia Martina e il ministro delle Infrastruttura e dei Trasporti Graziano Del Rio. Per le grandi aziende che sono pronte a tornare a investire in Iran la condizione imprescindibile è che il sistema bancario iraniano possa rientrare nel sistema Swift entro i prossimi due mesi, in modo da rendere nuovamente attuabili le ordinarie transazioni finanziarie internazionali che sono state impedite finora dalle sanzioni. Per il ministro dell’interno Alfano il fermo dimostra che le nuove norme stanno funzionando, a rassicurare anche gli esperti italiani del crimine per i quali non esiste alcuna minaccia specifica per il Paese. Anche l’ambasciatore israeliano, Naor Gilon, ha chiesto alle autorità italiane di trovare “il modo di esprimere la disapprovazione verso la lunga storia di negazionismo dell’Iran”. L’ odierna postura minacciosa del Dragone in politica estera, sostenuta da un inqueitante riarmo, non può che far riflettere sui limiti di accordi troppo sbilanciati sugli interessi economici e non sempre lungimiranti su aspetti altrettanto strategici.

 

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