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Iran: Negare le cure mediche. Un mezzo per intensificare le pressioni e torturare i prigionieri politici

Appello per un’azione immediata che garantisca ai prigionieri l’accesso alle cure mediche necessarie

Lunedì notte, 30 Novembre, le condizioni del prigioniero politico Ali Moezzi, detenuto nella sezione 8 del carcere di Evin a Tehran, si sono aggravate.

A Moezzi, che soffre di un grave blocco intestinale, è stato impedito dai suoi aguzzini di essere trasferito in ospedale. Dopo le proteste dei prigionieri politici della sezione 8 di Evin, è stato portato all’infermeria della prigione, ma è stato riportato in cella poco dopo senza aver ricevuto nessuna cura.

Ali Moezzi, prigioniero politico negli anni ’80, soffre di molte malattie, tra cui un cancro e una malattia renale provocati da anni di torture e detenzione nelle carceri del regime iraniano. Ciononostante, insieme a molti altri prigionieri politici ha iniziato uno sciopero della fame nei giorni scorsi, per protestare contro la repressione e l’arresto dei familiari dei prigionieri politici e dei loro sostenitori.

Nel carcere di Karoun, ad Ahwaz, gli aguzzini del regime stanno negando le cure mediche a Gholamreza Kalbie, un prigioniero politico sostenitore dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK). Kalbie è stato arrestato a Gennaio 2001 e dopo mesi di detenzione e di torture nella cella di isolamento del carcere di Karoun  e nella sezione 209 di Evin, è stato condannato a morte dalla magistratura del regime. A seguito delle proteste internazionali la sua condanna è stata commutata nel carcere a vita. Kalbie soffre di molte malattie, come artrite alla schiena e alle ginocchia, problemi polmonari e varie infezioni, provocate da 15 anni di detenzione e di torture nelle prigioni medievali del regime. Dopo il suo ricovero in ospedale e nonostante le raccomandazioni dei dottori, è stato riportato in carcere senza essere stato sottoposto a nessuna cura.

Il prigioniero politico Meisaq Yazdan-nejad, parente di alcuni membri del PMOI a Camp Liberty che era in pessime condizioni, è stato trasferito dal carcere di Gohardasht (Rajai Shahr) il 26 Ottobre con la scusa di essere ricoverato in ospedale. Dopo aver ignorato le richieste dei suoi familiari, che per diversi giorni avevano chiesto dove fosse stato portato, alla fine si è scoperto che era stato trasferito nella sezione A2 dell’IRGC nel carcere di Evin e in seguito spostato nella sezione 240. Meisaq Yazdan-nejad è stato arrestato a Settembre 2007, quando era solo uno studente di 19 anni, a causa della sua partecipazione ad una cerimonia commemorativa del massacro di 30.000 prigionieri politici. E’ stato sottoposto a tremende torture e condannato a 13 anni di carcere.

Allo stesso modo gli aguzzini del regime hanno ostacolato il ricovero di Abolghassem Fouladvand, un parente di alcuni membri del PMOI a Camp Liberty, all’Hezar Takhtekhabi Hospital di Tehran e lo hanno riportato al carcere di Gohardasht a Karaj, senza che avesse ricevuto nessuna cura medica e nonostante dovesse essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Già in precedenza era stato più volte privato delle cure mediche e chirurgiche con vari pretesti. Fouladvand è stato condannato a 18 anni di prigione e a 74 frustate con l’accusa di aver sostenuto il PMOI, insultato Khamenei e partecipato alle rivolte del 2009.

Il prigioniero politico Alireza Golipour, 29 anni, si trova nella sezione 7 del carcere di Evin. Soffre di gravi problemi cardiaci ed è in pessime condizioni. Le condizioni di Golipour sono tremendamente  peggiorate dopo aver subito mesi di detenzione e di torture in cella di isolamento. Soffre di varie malattie, tra cui dolori alla schiena, problemi cardiaci ed un grosso tumore ai polmoni e le sue condizioni si sono aggravate nelle ultime settimane. Ha perso otto chili solo nell’ultimo mese. Nonostante persino i medici della prigione abbiano ribadito che necessita di cure immediate in ospedale, i suoi aguzzini si rifiutano di ricoverarlo in ospedale.

Golipour, studente in comunicazioni ed impiegato al Ministero delle Comunicazioni, dopo essere stato arrestato durante le rivolte del 2009 è stato arrestato di nuovo ad Ottobre 2012. Per sottoporlo a maggiori pressioni, gli aguzzini del regime hanno trasferito questo prigioniero politico nella sezione 8 del carcere di Evin, insieme ai criminali comuni.

Anche Mohammad Saeid Hossein-zadeh, un prigioniero politico che si trova nella sezione 7 del carcere di Evin, viene privato delle cure mediche nonostante le sue gravi condizioni. Nelle ultime settimane ha praticato uno sciopero della fame per protestare di essere stato privato delle cure mediche per le sue malattie (reumatismo cardiaco e problemi respiratori), per la sua condanna ingiusta, per la fabbricazione di false accuse contro di lui e per il rifiuto di restituirgli i suoi effetti personali rubati dai suoi aguzzini. Hossein-zadeh è stato arrestato il 15 Ottobre 2014 durante un raid degli agenti dell’intelligence del regime e portato nella sezione A2 controllata dai torturatori dell’intelligence dell’IRGC. Sono più di 10 mesi ormai che è detenuto nella sezione 7 del carcere di Evin. E’ stato condannato a sette anni di carcere con accuse come “associazione e collaborazione contro il sistema” e  per aver insultato Khamenei, il criminale leder del sistema del velayat-e faqih.

Privare sistematicamente i prigionieri politici delle cure mediche, con qualunque pretesto, è un caso di crimine contro l’umanità ed una palese violazione di molte leggi e convenzioni internazionali, e i responsabili devono affrontare la giustizia e la giusta punizione per i loro crimini contro l’umanità.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Dicembre 2015

 

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