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Iran: Narges Mohammadi, attivista per i diritti umani, ha iniziato uno sciopero della fame

Appello alle organizzazioni per i diritti umani e ai difensori dei diritti delle donne per il suo immediato rilascio

Narges Mohammadi, attivista per i diritti umani, ha iniziato lunedì 18 Maggio uno sciopero della fame per protestare di essere stata privata dell’accesso alle cure mediche e alle medicine di cui ha bisogno.

Le vengono negati i farmaci che deve prendere quotidianamente come prescrittole dal medico e questo ha fatto peggiorare le sue condizioni di salute. Ieri il suo battito cardiaco era talmente alterato che le sue compagne di cella l’hanno portata all’ambulatorio della prigione di Evin sei volte, ma i suoi aguzzini continuano a rifiutarsi di portarle le medicine essenziali.

Narges Mohammadi è stata arrestata nella sua casa il 5 Maggio, illegalmente e senza nessun ordine della magistratura, dagli agenti dell’intelligence che l’hanno portata nella prigione di Evin. All’arrivo in carcere gli agenti le hanno preso le medicine. I suoi aguzzini, per tormentarla sempre di più, nelle due settimane dal suo arresto, nonostante la gravità delle sue condizioni e le ripetute visite all’ambulatorio della prigione di Evin, continuano a privarla delle cure mediche di cui ha bisogno. I due aguzzini capo di Evin, Nasiripour e Hamidi, l’hanno minacciata dicendole che avrà una pesante condanna a causa delle proteste che ci sono state in suo favore.

Narges Mohammadi è madre di due bambini ed era stata già arrestata a Giugno 2010 con le accuse di “complicità e collusione contro la sicurezza nazionale” e “propaganda contro il sistema” e condannata a sei anni di prigione. Ma a causa delle torture subite e delle tremende condizioni della prigione, aveva sofferto di paralisi ai nervi e ai muscoli durante gli interrogatori e in seguito, vista la gravità delle sue condizioni, era stata rilasciata dietro pagamento di una forte cauzione perché “non in grado di tollerare la pena”.

Rendere omaggio alle famiglie dei detenuti politici, partecipare e tenere un discorso alla cerimonia commemorativa di Sattar Beheshti, un operaio e blogger martirizzato sotto tortura, protestare contro le aggressioni con l’acido ai danni delle donne, lavorare per impedire la condanna a morte, difendere i detenuti appartenenti alle minoranze etniche e religiose, sono alcune della attività di Narges Mohammadi che hanno fatto infuriare il fascismo religioso al potere in Iran, il quale intende tormentarla ancora, rendendo il suo caso più difficile.

Sarvenaz Chitsaz, Presidente del Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha chiesto al popolo iraniano ed in particolare alle donne e ai giovani, di dimostrare il loro appoggio e la loro solidarietà a Narges Mohammadi ed ha esortato le organizzazioni in difesa dei diritti umani e dei diritti delle donne di adottare misure efficaci a garantire il suo rilascio e quello delle altre detenute politiche.

Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

19 Maggio 2015

 

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