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Iran – Maryam Rajavi: “Visti gli ulltimi sviluppi in Iraq, gli U.S.A. devono rispettare i loro impegni riguardo alla sicurezza e all’incolumità dei residenti di Camp Liberty

Conferenza Internazionale al Sede Centrale Europea dell’ONU a Ginevra

Il regime iraniano deve essere completamente cacciato dall’Iraq per impedire il ripetersi delle atrocità del passato in questo paese

I numeri di un anno di Rouhani dimostrano il suo totale fallimento, in particolare del campo dei diritti umani e delle libertà in Iran

Il dossier sulle violazioni dei diritti umani in Iran, in particolare quello sul massacro di 30.000 prigionieri politici del 1988, deve essere presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU

 

Durante una conferenza alla sede centrale europea delle Nazioni Unite a Ginevra il 13 Agosto Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha sottolineato che visti i nuovi sviluppi in Iraq gli Stati Uniti devono rispettare i loro impegni riguardo alla sicurezza e all’incolumità dei residenti di Camp Liberty in quel paese.

Ha anche precisato che da anni i mullah al potere in Iran hanno diffuso la repressione e la violazione dei diritti umani in altri paesi dalla regione, in particolare Iraq e Siria.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “Negli ultimi giorni Maliki, l’odiato primo ministro iracheno che negli ultimi otto anni ha commesso per conto del regime iraniano omicidi e crimini vari, tra i quali tre massacri ai danni dei membri della Resistenza Iraniana, è stato estromesso. Ciò rappresenta una sconfitta strategica irrimediabile per i mullah e la perdita di otto anni di investimenti in quel paese. Noi speriamo che attraverso gli sforzi del popolo e degli amanti della libertà iracheni, questo fatto porti alla totale cacciata del regime iraniano dall’Iraq, ponga fine alla repressione e alla violazione dei diritti dei rifugiati iraniani a Camp Liberty e garantisca loro sicurezza ed incolumità fino a che tutti i residenti non saranno stati trasferiti in Europa o in America.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha precisato: “Negli ultimi otto anni, al comando della forza terroristica Qods iraniana, il regime-fantoccio dei mullah in Iraq è rimasto al potere mediante i massacri e la sistematica epurazione dei sunniti. Con stragi e attentati, ha combattuto la rivoluzione delle tribù e del popolo iracheno che andava diffondendosi per ottenere un sistema democratico non settario. Dall’altro lato, le condizioni create dal regime dei mullah e dal suo governo-fantoccio in Iraq, hanno dato l’opportunità i gruppi terroristici di rafforzarsi, per far deviare la rivoluzione del popolo iracheno, massacrare gli innocenti, le minoranze e violare l’onore e la dignità delle donne. Questi hanno, attraverso gli attacchi e la migrazione forzata, distrutto i cristiani iracheni e le comunità yazidi”.

Riguardo al bilancio di un anno di Hassan Rouhani, Maryam Rajavi ha detto: “La sua promessa più eclatante è stata la moderazione. Ma durante la sua presidenza il numero delle esecuzioni ha superato 800, più che negli anni precedenti. Ciò dimostra chiaramente che il regime è entrato nella sua fase finale. Tutti questi arresti ed esecuzioni rappresentano la disperata reazione dei mullah al pericolo che minaccia la loro esistenza”.

Parlando dell’aumento delle minacce nei confronti delle minoranze etniche e religiose, l’arresto di decine di giornalisti e web bloggers, ha sottolineato: “Sperare in un cambiamento dall’interno di questa dittatura religiosa è un’illusione. Chiunque provenga da questo regime difende inevitabilmente la repressione e gli omicidi.

Maryam Rajavi ha chiesto alla comunità mondiale di non tollerare le violazioni dei diritti umani del regime, di non tralasciare la questione dei diritti umani durante i colloqui sul nucleare e di non ritardare oltre la presentazione del dossier sulla violazione dei diritti umani di questo regime al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Alla conferenza, tenutasi in occasione del 26° anniversario del massacro dei 30.000 prigionieri politici avvenuto in Iran nel 1988, Maryam Rajavi ha insistito che il dossier su questo massacro venga presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che i responsabili, tutti importanti esponenti del regime, vengano perseguiti.

Questo incontro si è svolto con la partecipazione di rappresentanti di organizzazioni per i diritti umani, di personalità politiche e difensori dei diritti umani. Gli oratori hanno fortemente condannato gli attacchi del governo iracheno ai rifugiati iraniani nei campi di Ashraf e Liberty in Iraq, compiuti per conto del regime iraniano, e il blocco logistico e sanitario che subiscono da molti anni, chiedendo che gli attacchi e le restrizioni che finora hanno ucciso 116 persone, causato la morte lenta di altre 20 e il rapimento di altre sette persone fra le quali sei donne, vengano immediatamente interrotte.

La conferenza è stata presieduta da Anne-Marie Lizin, Presidente Onorario del Senato belga. Oltre a Maryam Rajavi  sono intervenuti alla conferenza il Professor Alfred Zayas, Inviato Speciale delle Nazioni Unite per la Promozione di un Ordine Internazionale equo e democratico, Remi  Pagani, membro del Consiglio Comunale di Ginevra, Geoffrey Robertson, illustre avvocato britannico, Primo Presidente del Tribunale Speciale dell’ONU sui Crimini di Guerra in Sierra Leone e membro del Consiglio di Giustizia dell’ONU, Najat al-Astal, Membro del Parlamento della Palestina, alcuni membri della delegazione della coalizione siriana, tra i quali Mohammad Kadah, vice-Presidente della Coalizione Nazionale Siriana, il Dr. Haitham Maleh, Presidente del settore legale, Sabah al-Mukhtar, illustre avvocato iracheno e presidente del Sindacato degli Avvocati Arabi del Regno Unito, Julie Ward, Membro del Parlamento Europeo, Peter Mathews, Membro del Parlamento d’Irlanda, Christiane Perregaux, co-presidente dell’Assemblea Costituente del Consiglio di Ginevra, il Dr. Tahar Boumedra, ex-consulente del Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU in Iraq ed ex-capo della sezione Diritti Umani dell’UNAMI, Sarah Chandler, Capo del Comitato Diritti Umani dell’Associazione degli Avvocati di Inghilterra e Galles, il Dr. Saleh Rajavi, rappresentante del CNRI in Svizzera e Francia e Ashraf Al-Shabrawi, ex-membro del parlamento egiziano.

Prima di partecipare alla conferenza Maryam Rajavi, accompagnata da molte personalità di varie nazioni, ha visitato una grande mostra a Place des Nations, allestita all’esterno della sede centrale dell’ONU ed ha reso omaggio ai prigionieri politici iraniani martirizzati nel Massacro dei Prigionieri Politici in Iran nel 1988 e alle vittime dei massacri a Campo Ashraf, Siria, Iraq e Palestina.

I partecipanti hanno anche resono onore alla memoria del Professor Kazem Rajavi, insigne difensore dei diritti umani e rappresentante del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, assassinato dal regime iraniano a Ginevra il 24 Agosto 1993.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

13 Agosto 2014

 

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