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IRAN: Maryam Rajavi si rivolge alla Conferenza di Parigi alla vigilia della Giornata Internazionale delle Donna 2016

Maryam Rajavi: “Con l’uguale e attiva partecipazione delle donne alla leadership politica, trasformeremo questo secolo nell’era dell’emancipazione femminile”

• Le elezioni del regime iraniano sono state una competizione tra gli esponenti in carica e quelli passati, responsabili delle esecuzioni, delle torture e dell’esportazione del terrorismo

• Gli intervenuti hanno evidenziato il felice esempio della Resistenza Iraniana nel realizzare la parità e il ruolo pionieristico delle donne. Hanno sottolineato che con la solidarietà e l’unità di azione, le donne possono giocare un ruolo importante e decisivo nella lotta contro il fondamentalismo e il raggiungimento della parità

CNRI – Sabato 27 Febbraio 2016, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, si è tenuta una grande conferenza dal titolo: “Una promessa per la parità: le donne unite contro il fondamentalismo”, alla presenza della Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi e di molti personaggi politici, intellettuali, illustri personalità ed attivisti del movimento per l’uguaglianza provenienti da 26 paesi e da quattro continenti.

Nel suo discorso alla conferenza, Maryam Raavi ha parlato delle elezioni-farsa del regime iraniano dicendo che quello che è avvenuto ieri non è stata un’elezione di rappresentanti del popolo. E’ stata una competizione tra esponenti in carica e passati, responsabili di esecuzioni, torture ed esportazione del terrorismo. Qualcosa che ha sfatato il  mito della moderazione del regime.

Pertanto queste elezioni-farsa sono state trattate con disprezzo dalla maggioranza del popolo iraniano e specialmente dai giovani. Con queste elezioni Khamenei cerca di focalizzare il suo regime sulla guerra in Siria e sulla repressione misogina in Iran. Tuttavia questo sarà l’inizio di un’epoca di fragilità e decadenza senza precedenti del velayat-e faqih ed egli non sarà in grado di evitarne le conseguenze.

Ed ha aggiunto: “Il velo obbligatorio è uno strumento globale e permanente di repressione delle donne. Solo nel giro di un anno, 3,6 milioni di donne sono state fermate ed interrogate nelle strade perché indossavano il velo “in maniera impropria” e 18.000 donne sono state processate. La pratica comune di violentare e stuprare le donne, la diffusione di dipendenze e la miseria in cui versano le donne sono i prodotti della Sharia dei mullah corrotti. Nell’Iran governato dai mullah la poligamia, il trattamento disumano delle donne e delle bambine e gli abusi sessuali sulle bambine al di sotto dei nove anni vengono giustificati e imposti alle donne. Il velayat-e faqih è un assurdo monopolio che sta combattendo i pari diritti delle donne con tutte le sue forze”. Maryam Rajavi ha detto inoltre: “Hanno trasformato l’Iran in un immenso carcere femminile”.

Ed ha poi ribadito: “Tutto ciò che promuove l’obbligo, nega la libera scelta al popolo e tutto ciò che nega pari diritti alle donne non è Islam, ma è contro l’Islam. Noi non tolleriamo la violazione dei diritti delle donne con la scusa della religione o con qualunque altra scusa. Di fronte all’estremismo, al fondamentalismo e allo sfruttamento della religione, noi difendiamo l’Islam democratico. Con la realizzazione della parità delle donne e la loro partecipazione uguale e attiva alla leadership politica, noi vogliamo trasformare questo secolo, nel nome delle donne, in un’era di emancipazione femminile. Il nostro piano per l’Iran del domani è quello di creare una democrazia basata sulla libertà, sull’uguaglianza e sulla separazione tra religione e stato, in cui la pena di morte verrà abolita. Parità nei diritti e nelle libertà fondamentali, parità di fronte alla legge, parità economica, parità nella famiglia, nonché nella libertà di scegliersi il proprio abbigliamento e nell’attiva e uguale partecipazione alla leadership politica”.

Rivolgendosi alle donne iraniane Maryam Rajavi ha detto: “Voi e le vostre sorelle pioniere a Camp Liberty potete e dovete spazzare via la tirannia religiosa dei mullah e di tutti i gruppi fondamentalisti che da essa sono nati, qualunque sia il loro nome. Voi potete riportare la libertà in Iran, la pace nella regione e la sicurezza nel mondo. Voi meritate di prendere il vostro destino nelle vostre mani in un Iran senza velayat-e faqih. Le donne della Resistenza Iraniana lottano affinché il popolo dell’Iran, ed in particolare le donne, possano essere libere ed in grado di esercitare i propri diritti nella determinazione del proprio destino.

Tra gli oratori intervenuti alla conferenza c’erano Linda Chavez, ex-Direttore delle Relazioni Pubbliche della Casa Bianca ed esperta degli Stati Uniti alla Sotto-Commissione dell’ONU sui Diritti Umani, Rama Yade, ex-Ministro francese per i Diritti Umani, Ingrid Betancourt, ex-candidata alle presidenziali della Colombia, Rita Sussmuth, ex-Presidente del Bundestag tedesco, Ranjana Kumari, Direttrice del Centro per le Ricerche Sociali e 5a vincitrice del Lotus Leadership Award, dall’India, Nagham Ghaderi, Vice-Presidente della Coalizione Nazionale Siriana, Rashida Manjoo e Yakin Erturk, ex-Inviati Speciali delle Nazioni Unite sulla Violenza contro le Donne, Christine Ockrent, giornalista, scrittrice e nota commentatrice televisiva francese, Beatriz Becerra, membro del Parlamento Europeo dalla Spagna, Stefania Pezzopane, Senatrice italiana, Margarita Durán Vadell, Senatrice spagnola, Fatiha Bakkali a nome delle parlamentari del Marocco, Najima Thay Thay, ex-Ministro per l’Istruzione e la Gioventù dal Marocco, Anissa Boumediene, ex-first lady d’Algeria, docente e giurista islamica, Azza Heikal, scrittrice e professoressa egiziana della  Arab Academic University legata alla Lega Araba e leader del Consiglio delle Donne delle tribù arabe, Majedeh Novaishi, Vice-Presidente dell’Arab Women Representatives Coalition dall’Egitto, Drita Avdyli, ex-vice Ministro dell’Interno di Albania  ed attuale Presidente della Camera Nazionale di Mediazione, Diana Culi, scrittrice, giornalista e politico, Sevim Arbana, fondatrice dell’organizzazione Useful to Albanian Women, dall’Albania, una delegazione di giuriste tra cui Fatoumata Dembélé Diarra (Mali), giudice dell’ICTY e dell’ICC dal 2003, Kristy Brimelow, Queen’s Counsel e Presidente del Bar Human Rights Committee di Inghilterra e Galles e Sara Chandler (Inghilterra), Presidente della Human Rights Commission of Federation of European Bar Associations, Maria Candida Almeida, vice-Procuratore Generale della Corte Suprema del Portogallo, Zinat Mir-Hashemi, membro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana e direttore del giornale Nabard Khalq, Safora Sadidi, membro del Consiglio Centrale del PMOI e molti presidenti di associazioni, comunità e giovani sostenitori della Resistenza Iraniana.

Sarvnaz Chitsaz, Presidente del Comitato delle Donne del CNRI, Zolal Habibi, membro del Consiglio Centrale del PMOI e Linda Chavez sono state le moderatrici della conferenza.

Nancy Pelosi, Leader di minoranza alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, la Baronessa Boothroyd, ex-portavoce della Camera dei Comuni britannica, le parlamentari americane Loretta Sanchez e Judy Chu e l’illustre antropologa e scrittrice francese Françoise Heritier hanno inviato i loro messaggi alla conferenza.

Gli intervenuti hanno discusso sui modi di combattere l’estremismo islamico quale principale sfida del mondo. Parlando del felice esempio della Resistenza Iraniana nella realizzazione dell’uguaglianza delle donne e del suo ruolo pionieristico in ogni ambito della lotta contro il fondamentalismo, hanno evidenziato la leadership di Maryam Rajavi.

Hanno dichiarato che le donne sono le prime vittime del fondamentalismo. Con la solidarietà e l’unità di azione, esse possono giocare un ruolo fondamentale e significativo nella lotta contro questo orribile fenomeno, che ha valicato tutti i confini geografici e oggi, anche ogni limite alla violenza. Durante la conferenza è stata presentata l’esibizione di un bambino siriano che ha rappresentato il dolore e la sofferenza del popolo siriano, altre che hanno rappresentato l’esecuzione di giovani donne iraniane e il ruolo delle madri dei prigionieri politici e anche la tragedia delle donne aggredite con l’acido in Iran.

Un gruppo di musicisti dall’Albania, Marjan e Gisoo Shakeri, famose cantanti e membri della Resistenza Iraniana e la giovane cantante iraniana Ayda, si sono esibiti alla conferenza di Parigi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

27 Febbraio 2016

 

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