sabato, Febbraio 4, 2023
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Iran: Maryam Rajavi chiede di agire. 25 donne vittime di attacchi con l’acido

Gli abitanti di Isfahan protestano contro le aggressioni con l’acido

Maryam Rajavi chiede alle organizzazioni internazionali in difesa dei diritti umani e dei diritti delle donne di condannare questo cieco terrorismo di stato e di fare pressione sul regime teocratico perché ponga fine a questa barbarie contro le donne iraniane

CNRI – Le vittime della nuova ondata di aggressioni con l’acido per mano di bande criminali organizzate affiliate al regime iraniano, sono state almeno 25 nelle città di Isfahan, Kermanshah e Tehran.

 

Questi criminali hanno gettato l’acido sul viso a 15 donne e ragazze della città di Isfahan. Durante l’ultimo di questi crimini commessi in questa città, domenica 19 Ottobre, l’acido ha ucciso una ragazza.

La vittima stava passeggiando con altre due ragazze in Sheik Sadoog Street ad Isfahan quando le tre sono state aggredite con l’acido. Una ragazza è morta a causa delle ferite riportate al torace e le altre due, ferite al volto e alle mani, sono state ricoverate in ospedale.

Alle vittime di questo crimine odioso, che hanno riportato le ferite più gravi e rischiano di perdere la vista, vengono negate le cure mediche adeguate.

Le dichiarazioni contraddittorie di alcuni funzionari del regime teocratico, rivelano il ruolo ricoperto dal regime in questo crimine.

Sabato sera molti di questi criminali che avevano con sé bottiglie di acido, sono stati catturati dalla gente dopo un incidente d’auto in Mehrdad Street e consegnati alla stazione di polizia locale .

Ma il portavoce della magistratura del regime, Mohseni Eje’i, ha dichiarato che non è ancora stato arrestato nessuno in relazione alle aggressioni con l’acido di Isfahan.

Qualche ora prima di questo annuncio, il portavoce del Ministero degli Interni, Morteza Mir-Bagheri, aveva dichiarato che tre o quattro persone venivano trattenute ad Isfahan in relazione alle aggressioni.

Un ufficiale di polizia di Isfahan, Gholamreza Shahriari, ha annunciato che erano stati identificati alcuni collegamenti ma che non era ancora stato arrestato nessuno.

Nel frattempo il regime sta cercando di impedire la diffusione delle notizie su questi crimini odiosi minacciando i familiari delle vittime, le infermiere e il personale ospedaliero.

Anche ai giornalisti viene impedito di entrare in ospedale e di vedere le vittime.

Queste misure rivelano la subdola intenzione del regime di permettere che queste aggressioni continuino.

Su un altro fronte, nel mezzo delle lotte interne tra le varie fazioni del regime iraniano, l’agenzia di stampa di stato ISNA ha riferito il 21 Ottobre che due mesi fa a otto donne e ad un uomo è stato gettato dell’acido addosso mentre aspettavano l’autobus e che sono stati portati in ospedale.

Inoltre alcuni testimoni oculari a Tehran, hanno rivelato che degli agenti criminali introdotti e appoggiati dai mullah, hanno aggredito delle donne con l’acido in almeno due occasioni.

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha espresso la sua profonda vicinanza alle vittime di questa catastrofe ed ha chiesto agli organismi in difesa dei diritti umani e dei diritti delle donne di condannare queste crudeli atrocità commesse da bande criminali organizzate del regime teocratico. E ha detto: “Il silenzio della comunità internazionale di fronte a queste brutalità, qualunque ne sia la scusa, equivale ad incoraggiare il regime dei mullah ed a lasciargli aperta la via per continuare con queste atrocità in Iran”.

Ha affermato che questi crimini selvaggi commessi contro le donne, insieme all’aumento del numero delle esecuzioni di massa e arbitrarie, rende ancora più fondamentale la presentazione del dossier sulle selvagge e sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran al Consiglio di Sicurezza. I responsabili di questi crimini, compresi quelli che gettano l’acido su donne e ragazze innocenti e indifese, che fanno senza alcun dubbio riferimento all’ufficio di Khamenei, leader supremo di questo regime, devono essere processati e condannati.

Maryam Rajavi ha aggiunto che questo regime teocratico medievale, temendo il montare del malcontento popolare, in particolare quello delle donne e dei giovani, sta cercano di impedire l’esplosione della loro rabbia attraverso queste brutalità e le intimidazioni. Ha chiesto a tutti gli iraniani e specialmente ai giovani coraggiosi, di espandere le loro proteste contro queste crudeltà perpetrate col pretesto di combattere la pratica del “velo improprio” e di difendere le vittime.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

22 Ottobre 2014

 

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