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Iran: Lo schiaffo dei Mojahedin

Le Canard Enchaîné (L'anatra in catene)
giornale satiric francese – 31 dicembre 2008 – Doppio schiaffo in un mese inflitto alla Francia da parte della Corte di Giustizia Europea con sede in Lussemburgo: ecco il bilancio deludente di cui Sarkozy, presidente uscente dell'Unione Europea, non si può vantare. Primo schiaffo il 4 dicembre: il tribunale del Lussemburgo ordina (per la terza volta in meno di due anni) al Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea di cancellare l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo  Iraniano (PMOI) dalla lista delle organizzazioni terroristiche, dove compare dal 2002.

Si tratta del movimento di resistenza iraniano che si proclama musulmano moderato e che la Francia aveva in un primo tempo accolto a braccia aperte, allorché i suoi militanti principali erano venuti a cercare asilo nel 1980. In seguito il movimento è stato accusato di avere un comportamento “settario” e la sua guida carismatica, Maryam Rajavi, è stata rimproverata di essere oggetto di un “culto della personalità”, specialmente nel 2003, quando alcuni militanti hanno voluto immolarsi per protestare contro il suo arresto.
Adesso il 4 dicembre, per la prima volta nella sua storia, il tribunale del Lussemburgo, esasperato dalle manovre sia del governo inglese, che di quello francese, ha emesso la propria sentenza in meno di 24 ore. Tanto per non lasciare il tempo al Consiglio dell'Unione Europea di reinserire subito PMOI  di nascosto nella sua lista nera, come già era accaduto le due volte precedenti.

Secondo schiaffo il 17 dicembre: lo stesso tribunale ha rigettato come “inaccettabile” l'istanza di interpretazione della sentenza del 4 dicembre, depositata dalla Francia per guadagnare tempo, osservando che non si invocavano né “oscurità” né “ambiguità”. La Repubblica Francese era di nuovo condannata a pagare le spese: dovrà rallegrarsene il Sig. Kouchner, responsabile del caso!
Per classificare un'organizzazione come terroristica l'UE deve obbligatoriamente rifarsi alla sentenza di un organo giudicante di un paese membro. PMOI era stato classificato organizzazione  terroristica nel 2002 sulla base della richiesta del ministro dell'interno Jack Straw, fondata sulla sentenza di un tribunale britannico. Per compiacere il regime dei mullah, a fini commerciali, si formulavano accuse generiche. Ma dopo cinque anni di accanite battaglie legali contro il ministero degli affari interni e la Camera dei Lord, PMOI è stata finalmente discolpata in Inghilterra nel giugno 2008.

Allora è arrivato il turno del governo francese, che ha fatto reinserire i Mojahedin nella lista dell'UE il 15 luglio 2008, sulla base dell'inchiesta aperta contro quest'organizzazione nel 2001 da parte del giudice Bruguière, specializzato nella lotta contro il terrorismo. Tuttavia l'inchiesta  conduceva al fiasco clamoroso della retata di Auvers-sur-Oise (decisa subito dopo un “succoso” viaggio di Villepin a Teheran): 180 arresti e quasi altrettante scarcerazioni immediate da parte della Corte di Appello: cinque arresti domiciliari annullati l'uno dopo l'altro dal tribunale; 24 persone ancora sotto inchiesta, ma una pratica completamente arenata, malgrado un tentativo di rilanciarla tramite un finanziamento nel 2007. Ancora bravo!
All'epoca il giudice Bruguière aveva giustamente citato l'iscrizione nella lista dell'UE come uno dei motivi espliciti per aprire l'inchiesta! E' un serpente che si morde la coda: oggi la sua inchiesta mal condotta è stata invocata dalla Francia per motivare la reiscrizione dei Mojahedin sulla lista in questione. Se non è un circolo vizioso, vi assomiglia!
Ma oggi dietro ai cavilli giuridici ci sono in gioco delle vite, l'iscrizione dei Mojahedin nella lista delle organizzazioni terroristiche è stata invocata dai mullah iraniani per condannare a morte e giustiziare i militanti dell'organizzazione.
 
David Fontaine

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