giovedì, Dicembre 1, 2022
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IRAN: Le ingerenze iraniane in Irak piu’ pericolose della minaccia atomica

Imagedi Mohammad Mohaddessin
A seguito dell’ascesa al potere del "sequestratore" di ostaggi e comandante dei Pasdaran Mahmoud Ahmadinejad, la Signora Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha avvertito che tali sviluppi non avranno altro risultato che una escalation della repressione interna, un aumento dell’ esportazione del terrorismo e del fondamentalismo, in particolare in Irak, oltre ad una accelerazione nell’ acquisizione di tecnologia nucleare.

Come gia’ rilevato altre volte, con l’ascesa di Ahmadinejad il Corpo dei Pasdaransta dimostrando di essere il pilastro del regime clericale. Sono i Pasdaran i responsabili delle repressioni e delle esportazioni del terrorismo e sono loro i maggiori sostenitori della tesi che l’ Iran deve possedere armi atomiche.
Risultano essere stati membri dei Pasdaran i seguenti personaggi:
il segretario del Supremo Consiglio Nazionale della Sicurezza,Generale di Brigata Ali Larijani; il capo della Radio/Televisione di Stato Gen. di Brig. Ezzatollah Zarghami; il segretario del Consiglio di Stato per le Emergenze Gen. Magg. Mohsen Rezai; il comandante delle Forze di Sicurezza dello Stato Gen. di Brig. Esmail Ahmadi Moqadam, oltre ad un gran numero di Parlamentari e di responsabili di governo e da ultimo il nuovo presidente della repubblica degli ayatollah.
Molti altri comandanti dei Pasdaran sono stati preposti a ricoprire alte cariche governative.
Il recente incremento delle punizioni e delle esecuzioni in pubblico sono una prima indicazione di cosa ci si potra’ aspettare da questo governo in fatto di diritti umani.
La radio/televisione di Stato riferisce che questa settimana, in soli 3 giorni sono state effettuate 7 esecuzioni capitali e 6 condanne a morte.
La designazione di un comandante della Gardia Rivoluzionaria come negoziatore nella disputa con la UE, la rottura dei sigilli degli impianti nucleari di Isfahan (eclatante violazione degli accordi di Parigi) e il rifiuto della risoluzioneIAEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) dell’11 Agosto dimostrano la volonta’ dell Iran nel voler assolutamente produrre armi nucleari.
E’ stata pero’ sottovalutata la minaccia maggiore che lo Stato iraniano sta ponendo:
la strisciante ingerenza negli affari irakeni e la volonta’ di "divorare" l’Irak.
E’ oramai evidente che agenti segreti, danaro ed armi iraniane stanno alimentando le fiamme della rivolta, il terrorismo e i rapimenti.
2 membri dei Mujaheddin del Popolo Iraniano(MeK) sono stati rapiti il 4 agosto scorso a Baghdad da agenti del regime clericale. Hossein Pouyan (avente lo status di rifugiato politico in Italia) e Mohammad-Ali Zahedi erano state riconosciute come "persone protette" in base alla 4a convenzione di Ginevra.
Questa azione criminale fa seguito al riconoscimento da parte di alti ufficiali del governo irakeno, durante una visita ufficiale in Iran, del fatto che i Mujaheddin del Popolo (MeK)venivano considerati una entita’ politica dissidente.
Perche’ gli Ayatollah decidono di metter da parte qualsiasi considerazione politico
diplomatica e fanno ricorso a questo tipo di azione terroristica  La risposta e’ ovvia: i bombardamenti del campo di Ashraf da parte delle Forze della Coalizione non avevano raggiunto l’ obiettivo desiserato che era quello di distruggere i MeK ; l’ estesa campagna di disinformazione effettuata da Teheran non aveva portato alla desiserata espulsione dei MeK dall’ Irak. Questi nuovi sviluppi vanno interpretati come una svolta nel contesto politico-strategico all’ interno del regime. Dovendo fronteggiare crisi interne ed esterne, essendo incapace di reagire alla crescente resistenza popolare, il regime aveva necessariamente bisogno di far ricorso a metodi ulteriormente feroci e brutali per mantenere il comando.
L’ altro aspetto della svolta di cui sopra e’la crescente ingerenza negli affari interni irakeni. Questa ingerenza si manifesta nel traffico di grandi quantita’ di armi e munizioni; un crescente numero di Guardie Rivoluzionarie e di personaggi appartenenti al clero, sta investendo ingenti quantita’ di danaro con lo scopo di instaurare una Repubblica Islamica "fantoccio" in Irak. Inoltre Teheran non ha mai nascosto le sue ambizioni nei confronti delle regioni sudirakene dominate dagli sciiti.
In definitiva possiamo parlare di una dichiarazione di guerra da parte di Teheran.
Le recenti dichiarazioni effettuate da esponenti politici americani ed inglesi riguardo le ingerenze iraniane in Irak sono di una morbidezza diplomatica che non rispecchia assolutamente la realta’;il voler minimizzare la minaccia iraniana significa tenere Teheran lontana dal "radar politico". Sembra che per risolvere la crisi irakena si debba
"eleggere gli ayatollah a membri del Comitato" … Questa sarebbe stata la strategia giusta se l’Iran fosse stato parte della soluzione della crisi irakena, non parte del problema. Non c’e’ altro Stato che benefici della crisi irakena quanto quello iraniano.
Tutti gli stati confinanti con l’ Irak si sentirebbero minacciati da una teocrazia al potere a Baghdad. Gli Ayatollah non sono la sola eccezione ma hanno un enorme interesse strategico nel vedere instaurarsi tale regime in Irak. L’ Iran ha la linea di confine piu’ estesa con circa l’ 80% della popolazione irakena racchiusa in meno di 100 miglia dal confine iraniano. Nessun altro stato della regione ha una tale forza militare come i Pasdaran la Forza Qods (Gerusalemme). Nessun altro stato ha investito quanto gli Ayatollah nell’ esportare integralismo in Irak: Perche’  Perche’ un Iraq democratico sarebbe una minaccia solo e soltanto per la teocrazia iraniana. Finche’ questa rimarra’ al potere, cerchera’ di utilizzare qualsiasi mezzo per contrastare l’ instaurazione di pace e democrazia in Irak. Finche’ questa rimarra’ al potere, sara’ determinata nel voler instaurare una Repubblica Islamica su tutto o parte del territorio irakeno anche a costo di una guerra civile o di una disintegrazione dello Stato.
Una Repubblica islamica irakena non sarebbe altro che il trampolino di lancio per la realizzazione del sogno degli Ayatollah e cioe’una instaurazione globale della legge islamica. Tale scenario sarebbe molto piu’ preoccupante di un Iran in grado di utilizzare armi nucleari. Con questeTeheran potrebbe sovvertire gli equilibri politico/economici esistenti nella regione medio-orientale.Per poter garantire una sopravvivenza a lungo termine pero’, gli ayatollah hanno bisogno di propagare quell’ ideologia integrista che e’ cosi  fortemente incompatibile con gli ideali di liberta’e democrazia che sono il fondamento del mondo civilizzato.
Mohammad Mohaddessin, Presidenza del Commissione  Esteri del CNRI

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