sabato, Novembre 26, 2022
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Iran: le elezioni farsa aumentano il potere di Ahmadinejad e dei Mullah

Scritto da Elisa Arduini     

Secondoprotocollo.org, 21 Marzo – Secondo i rapporti stilati dai Mojahedin del popolo iraniano presi da oltre 25.000seggi elettorali, le informazioni di giornalisti stranieri e di testimoni oculari, è emersa una eclatante sconfitta del regime dei Mullah alle elezioni di venerdì scorso.

Secondo tali voci, documentate e confermate da più parti, oltre il 70% della popolazione non si sarebbe recata alle urne in quanto i candidati riformisti non sono stati ammessi alle elezioni. Di contro, secondo la segreteria del centro elettorale dei Mullah l’affluenza sarebbe stata del 65%, di cui oltre il 70% avrebbe votato deputati scelti dal regime, dati questi chiaramente artefatti.

Queste sono state le “elezione democratiche” in Iran, elezioni che ancora alcuni si ostinano a difendere, elezione che allo stato attuale delle cose hanno consegnato ad Ahmadinejad un potere praticamente illimitato, mentre come sappiamo benissimo la maggioranza della popolazione non ne può più di sottostare al regime totalitario e oppressivo dei Mullah.

A prescindere dagli evidenti brogli dei Mullah, il problema che si pone ora è cosa farà Ahmadinejad con tutto questo immenso potere. Il timore (purtroppo reale) è che il presidente continui con ancora più slancio la sua rincorsa all’arma nucleare, senza curarsi minimamente di quello che il resto del mondo pensa.

Fonti della Resistenza iraniana, sempre ben informata, ci comunicano che il traguardo è molto più vicino di quanto la stessa AIEA (l’Agenzia per l’energia atomica delle Nazioni Unite) pensi. I nuovi impianti stanno producendo uranio arricchito a pieno ritmo e nell’impianto segreto nascosto all’università di Teheran si sta testando una nuova e più veloce centrifuga, impianto che ricordiamo è precluso alle visite degli ispettori della AIEA.

Quello che si sospettava è quindi avvenuto, Ahmadinejad e la cricca dei Mullah, con queste elezioni farsa, hanno rafforzato il loro potere senza rispettare il volere della gran parte della popolazione che invece avrebbe voluto un Parlamento riformista e che avesse puntato molto di più alle riforme sociali, ormai indispensabili per l’Iran, piuttosto che alla corsa alle armi nucleari.

Elisa Arduini
 

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