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Iran – Lapidazione : risoluzione del parlamento europeo

ImageCon una risoluzione adottata mercoledì 8 settembre il Parlamento europeo ha condannato con forza (La risoluzione è stata approvata dall'Aula all'unanimità, salvo 22 astensioni) la condanna a morte per lapidazione dell'iraniana Sakineh Mohammadi-Ashtani. Tutti i gruppi politici ritengono che, indipendentemente dai fatti, una sentenza di morte per lapidazione non possa mai essere giustificata o accettata. Invitano pertanto le autorità iraniane a sospendere la sentenza inflittale e ad avviare una completa revisione del suo caso.

Il Parlamento europeo chiede all'Iran di emanare una legge che renda illegale la crudele e disumana pratica della lapidazione. Il paese continua a trovarsi nel gruppo dei pochissimi paesi, insieme all’Afghanistan, la Somalia, l’Arabia Saudita, il Sudan e la Nigeria, che ancora praticano la lapidazione.

La risoluzione esorta anche il governo iraniano a riconsiderare il caso di Zahra Bahrami, cittadina iraniano-olandese che, mentre era in Iran per far visita alla sua famiglia, è stata arrestata e costretta a fare delle confessioni in televisione per ammettere la veridicità delle accuse formulate contro di lei. Gli europarlamentari chiedono che Teheran le conceda immediatamente la possibilità di consultare un legale e di beneficiare dell’assistenza consolare, la rilasci o le permetta di essere sottoposta ad un equo processo. I deputati chiedono inoltre la sospensione dell’esecuzione del diciottenne Ebrahim Hamidi.

Secondo la risoluzione dell'europarlamento, l'Iran dovrebbe anche introdurre una moratoria sulle esecuzioni, in attesa dell'abolizione della pena di morte, depenalizzare l'adulterio e i rapporti sessuali consensuali tra adulti. Le autorità iraniane dovrebbero inoltre rilasciare immediatamente tutti coloro che sono detenuti unicamente sulla base della loro partecipazione a proteste pacifiche e della loro volontà di utilizzare il diritto fondamentale della libertà di espressione.

Tra le misure che l'UE può intraprendere, i deputati citano un maggiore sostegno finanziario attraverso lo strumento europeo per la democrazia e i diritti dell'uomo (EIDHR) per i difensori iraniani dei diritti umani. Inoltre, il divieto di accesso all'UE e il congelamento dei capitali dovrebbe essere esteso a coloro che sono responsabili delle violazioni dei diritti umani, la repressione e la limitazione della libertà nel paese.