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Iran: La popolazione di Isfahan protesta e si scontra con le forze repressive di sicurezza

Protesta dei compatrioti Bakhtiari – No. 5

Le proteste continuano a Dezful, Ezeh ed Ahvaz

Un gran numero di persone ad Isfahan, in particolare della comunità Bakhtiari, ha inscenato una protesta sabato 15 Febbraio di fronte al centro di produzione radio TV della città. Le forze repressive di sicurezza hanno attaccato i dimostranti con bastoni, proiettili di plastica  e gas lacrimogeni.

I dimostranti hanno risposto lanciando pietre e appiccando fuochi. Poi hanno dato alle fiamme tre motociclette delle forze di polizia presso il Khajou Bridge. I dimostranti hanno danneggiato il palazzo del centro di produzione radio TV, hanno fracassato i cartelloni e le telecamiere della TV di Stato. Le proteste si sono talmente diffuse che il media di Statao sono stati costretti ad ammettere l’accaduto anche se hanno cercato di sminuirne l’importanza.

Notizie giunte da Dezful indicano che la città è ancora scossa da tumulti. La gente ha creato delle barricate al centro delle strade e quando passano i veicoli del governo gli lanciano le pietre. Le forze di polizia hanno circondanto i distretti di Modarres e Vali-abad, i centri delle proteste, ma non sono riusciti a sedare la manifestanti. Nelle dimostrazioni di sabato la popolazione di Dezful e anche un gran numero di compatrioti arabi, si sono uniti alla comunità Bakhtiari.

Sabato pomeriggio, a seguito delle proteste, i giovani di Dezful si sono scontrati con gli agenti della forza di repressione NOPO (forze che obbediscono direttamente al leader supremo) nei distretti di Vali-abad e Modarress. Due ragazzi sono stati feriti da colpi di arma da fuoco sparati dalle forze repressive. Durante gli scontri è stato dato alle fiamme un distributore di benzina a Vali-abad. Al momento, la città di Dezful si trova in uno stato di legge marziale non dichiarato.

Allo stesso modo, sempre sabato 15 Febbraio a Masjed Solayman, giovani dimostranti hanno inscenato una manifestazione di fronte al palazzo del governatorato e si sono scontrati con le forze di polizia dando fuoco a molti veicoli.

Ad Ahvaz, i coraggiosi dimostranti hanno espresso la loro rabbia per gli insulti rivolti dai mullah ai valorosi compatrioti Bakhtiari, gridando slogan come: “… siamo tutti uniti e siamo una nazione invincibile”. Ci sono stati scontri di fronte al palazzo del governatorato tra i giovani, le forze di polizia e gli agenti in borghese.

Ad Ezeh, dopo le proteste dei giorni precedenti, la gente è scesa in strada sabato ed ha espresso la sua rabbia contro il disumano regime dei mullah. Nei manifesti che portavano c’era scritto: “Insultare i bakhtiari è come insultare la nazione iraniana”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

15 Febbraio 2014

 

 

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